Fuga dalle vecchie città

Per ragioni economiche molte persone decidono di abbandonare le città, soprattutto i centri storici delle metropoli grandi come Milano, Roma, ecc. A causa degli affitti cari, del prezzo elevato degli appartamenti in vendita, molte famiglie si lasciano alle spalle la città, il centro per andare a vivere in quartieri periferici, satelliti delle grandi metropoli. Sono sorti grossi complessi di palazzine tutte uguali, squallide, prive di elementari servizi, di negozi principali, di verde pubblico. La gente è ghettizzata all’interno di questi centri, poli di attrazione dove intorno magari ci sono solo strade di transito e addirittura, in alcuni casi, aperta campagna. Per spostarsi verso il centro gli autobus sono pochi e bisogna avere l’auto, il garage e gli anziani, non potendosi muovere più, restano confinati in luoghi lontani dove non esiste una chiesa, un punto di ritrovo, un punto di incontro. Spesso manca un parco, un giardino, uno spazio vitale dove incontrarsi. Tornare tardi a casa in questi posti può essere pericoloso. Le strade interne sono deserte, non ci sono le luminarie dei negozi, e bisogna parcheggiare l’auto nei garage sotterranei, scarsamente illuminati. Non sono mancati i casi di aggressioni e rapine, specie in tarda serata. A questo punto è più conveniente trasferirsi in un paese della provincia della città dotato di tutti i confort, magari ben collegato con autobus, o con la ferrovia. Nella provincia si possono trovare piccoli centri che sono paesi antichi, ben organizzati, omogenei, con molti servizi a disposizione del cittadino come bar, sale gioco e ricreative per ragazzi, oratorio, parrocchie, giardini pubblici. I vecchi paesi garantiscono anche rapporti umani più calorosi. In fondo non si può vivere decentrati in un sobborgo anonimo.

 

Ester Eroli