Fumone (FR)

Fumone  in provincia di Frosinone è un borgo fatto di vicoli stretti, uno dei più conservati che si trova a 800 metri sul livello del mare.

Il borgo è famoso specialmente per il suo castello, nato come vedetta, che domina la valle del sacco,   che è aperto al pubblico tutti i giorni e la domenica fa orario continuato dalle ore10 alle 18, d’estate l’orario è prolungato fino alle venti. Si possono portare cani al guinzaglio che però non hanno accesso alla cella e al santuario del papa Celestino. Nel castello si può anche pernottare in stanze per i turisti ricche di arredi antichi.   Il castello si visita con la guida  in 40 minuti e racchiude il piano nobile, la galleria d’arte moderna, il santuario del papa Celestino V, i giardini pensili detti la terrazza della ciociaria. Il castello, dotato di cinta muraria per difesa, fu sede dei feudatari, fu fondato dagli Ernici, ospitò Il re Tarquinio il superbo, fu teatro delle guerre sannitiche, fu poi donato da Ottone di Sassonia alla santa sede, assediato da Federico Barbarossa e Enrico VI. Di proprietà pontificia il castello divenne prigione di stato della chiesa  specie di dissidenti politici. Durante l’assalto dei normanni e dei saraceni dal castello si inviavano segnali di fumo, che hanno dato il nome alla struttura. Il papa Sisto V poi concesse il castello alla famiglia dei marchesi de Paolis tuttora proprietari.  Dopo un periodo di decadimento in cui poi i marchesi elessero il castello come residenza di campagna i Longhi ampliarono il castello con l’aggiunta dei giardini. Tutti i Longhi sono stati battezzati nella cappella. Gli attuali marchesi Fabio e Stefano nel 1990 hanno aperto il castello al pubblico.

Il castello è noto per aver ospitato negli ultimi dieci mesi della sua vita il papa Celestino V, eletto papa all’età di 86 anni. Dopo molti conclavi andati a vuoto, perché i nobili non si accordavano, fu eletto per la sua fama di santità. Nella sua ingenuità commise degli errori come l’elezione di nuovi cardinali, lo spostamento del papato a Napoli, l’introduzione a montecassino dei celestini al posto dei benedettini, e fu costretto a rinunciare con l’abdicazione avvenuta dopo pochi mesi, al suo posto fu eletto Bonifacio VIII. Celestino fu rinchiuso in una cella, tuttora intatta,  senza neppure un letto  di Fumone  dove morì il 19 maggio 1296 in odore di santità e secondo alcuni storici assassinato, data della processione locale . Il primo miracolo fu l’apparizione di una croce luminosa sulla sua stanza nel momento del trapasso, visibile a molti testimoni. Nel castello è conservata la reliquia di un pezzo di cuore del santo papa Celestino.

Secondo la leggenda nel castello dimorerebbero ben 18 fantasmi tra cui quello del piccolo Francesco Longhi morto a tre anni nel 1851, presenza rilevata da alcune indagini parapsicologiche. Fu avvelenato con vetro e arsenico  dalle sette sorelle per problemi di eredità essendo l’unico erede maschio. Nel castello è sepolta anche la nobile madre del piccolo che alla sua morte fece dipingere tutto di nero e imbalsamare il corpo.

Con telecamere e rilevatori elettromagnetici e generatori elettrici in grado di dare energia sono state sentite voci di fantasmi e osservate immagini e sagome.

Gli altri fantasmi sarebbero delle ragazze uccise nel pozzo delle Vergini. Le ragazze che arrivavano impure al matrimonio venivano gettate nel pozzo. Si dice che si sentano i loro lamenti e le loro voci.

Nella frazione Pozzi si trova la chiesa dedicata a Celestino V donata da Paolo VI quando vi andò in visita nel 1966.

 

Ester Eroli