Gareggiare ad ogni costo

Gareggiare ad ogni costoNella società in cui viviamo si sta diffondendo sempre di più uno strano fenomeno, sconosciuto in passato. Ogni persona ingaggia con le altre, anche in modo tacito, una vera e propria battaglia che si traduce come una gara. Anche le persone privilegiate, quelle che ostentano noncuranza, che sono sfuggenti, cadono nella trappola. Sul lavoro ogni collega tiene d’occhio l’altro, lo scruta con espressione poco amichevole, quasi torva e cerca di gareggiare. La gara riguarda i livelli, le promozioni, ma al livello spicciolo i vestiti, i viaggi. Si gareggia tra parenti per i figli e se un nipote fa l’università anche il nostro la deve fare anche se non vuole. Gare che sono capaci di offuscare i momenti di felicità, di scatenare invidie e desideri. Spesso scorgiamo colleghi che ci divorano con gli occhi. Gare ingaggiate per paura di rimanere indietro, per garantirsi l’interesse degli altri. I ricchi gareggiano con le ville, le piscine, la scorta, i poveri si accontentano di gareggiare con il salario, con gli investimenti, con le case, con la laurea dei figli. L’istinto alla gara è insito nel sangue della gente moderna e non prerogativa di una sola classe sociale, è uscito fuori controllo e sta contagiando tutti gli ambienti. C’è chi ha un debole per le gare e si mette in competizione pure per gli anelli e i bracciali. Non è raro vedere una donna che ostenta delle collane magari sotto gli occhi di un’amica che ha osato il giorno prima mettersi un collier d’oro. Chi ostenta viene punito, gli viene restituito pan per focaccia. Si cerca di gareggiare con oggetti del lusso, voluttuosi. Subito, dato che ci abbiamo fatto la mano, individuiamo immediatamente chi vuole gareggiare con noi. Sottrarsi alla gara significa gettare la spugna, dichiararsi sconfitti in partenza senza motivo. Spesso siamo costretti alla gara quando vediamo qualcuno prenderci di mira unicamente per mostrarsi superiore. Molti hanno il solo scopo di mostrare che hanno vinto la gara in partenza perché sono i migliori. I colleghi fanno a gara non solo per il lavoro ma per i figli. Ognuno dichiara di avere figli molti intelligenti e se il figlio di un collega fa il manager il nostro è direttore generale. Si dicono anche accuratamente delle bugie. Molti per risolvere il problema scendono nella arena e combattono con le armi che hanno lecite o illecite. Nella società moderna ha fatto il suo debutto anche la gara per la carità. Gli istinti caritatevoli vengono messi a confronto e ognuno ostenta quello che da. Invece sappiamo benissimo che la destra non dovrebbe sapere quello che da la mano sinistra. Si ostenta persino nel fare la carità, come se farla fosse una prodezza, si ottenesse il riconoscimento ufficiale di persona speciale superiore alle altre. Le persone intelligenti si avvalgono del proprio sangue freddo e restano neutrali. Si è arrivati persino alla gara tra polizia e carabinieri nella soluzione di un caso. Ogni corpo vuole mostrarsi superiore anche a scapito delle indagini. E’ solo una questione di tempo poi ci saranno gare ovunque, persino nel fare un innocente bagno al mare. Le persone scaltre fanno di tutto per gareggiare e mostrare al mondo la propria abilità. Le gare generano astio, asprezze. Bisognerebbe invece guardare solo al proprio orto senza seguire gli altri di continuo e ingaggiare con loro assurde prove di forza, assurde gare che non hanno mai un vincitore autentico.

 

Ester Eroli