GINESTRA

Esistono varie specie di ginestra sia a cespuglio che ad arbusto. Il suo significato metaforico è conforto, è simbolo di tenacia e resistenza. .  La pianta si trova generalmente nel medio oriente, nel nord Africa, in Spagna, in Italia, nei Balcani, asia e Canarie In Italia si trova soprattutto in Sardegna anche nei dirupi, nelle aree scoscese dove cresce spontanea. . Non ha bisogno di cure specifiche, si adatta ai climi aridi, ai terreni secchi, sabbiosi, asciutti, rocciosi. Ama la luce solare. Di solito si individuano tre razze principali. La pianta xerofila ama i terreni drenati ma resiste alla siccità per questo è detta fiore del deserto. La fioritura avviene fra maggio e luglio. Sono collocate per evitare l’erosione del suolo. Le foglie sono semplici, caduche,  le radici molto profonde. La potatura prevede l’eliminazione dei rami superflui con seghe o cesoie . Non ha bisogno di molta acqua se coltivata in vaso. Il vaso deve avere fori di drenaggio e la terra deve avere sabbia e torba. Meglio potarla in autunno o primavera. Si riproduce per semi o talea dipende dal clima. E’ usata per ornamento, per abbellire, per fare profumi, saponette, in cucina per dolci, macedonie, insalate specie di recente. Si usa  in erboristeria come sedativo, lassativo, per problemi cardiaci.

In Calabria viene usata nell’arte tessile si dal VII ac . Le sue fibre sono usate per arredi, per tessuti. I primi a usare la ginestra nella produzione di tessuti furono i Greci che si insediarono nella Italia meridionale. Questa produzione artigianale di pregio si sta potenziando. In Calabria ci sono due varietà di ginestre entrambe usate. Si usa si quella classica sia quella  selvatica e rustica più pungente. Si trova nella macchia mediterranea, nelle rotatorie e nelle scarpate dove cresce spontanea. Esiste in Calabria una vera scuola di tessitura che segue la tradizione. Nelle zone collinari della Locride si produce un tessuto dalla ginestra usato per corde, per corde di navi ma anche per abiti, coperte , scialli, lenzuola, centrini. Non è facile da lavorare. Il trattamento è lungo. Si raccoglie nei mesi estivi  poi si fa la filatura. Si fa bollire con la cenere in calderoni di rame per una notte, poi c’è la battitura, la filatura con il telaio da cui si ricavano fusi e matasse come avveniva in età bizantina. A Catanzaro i tessuti avevano anche motivi floreali e decorazioni geometriche anche in stile bizantino . C’erano molte botteghe artigiane ora diminuite. Le fasi di lavorazione sono sempre complesse c’è la potatura, la cardatura, la filatura. Si usava anche la colorazione dei tessuti con l’ausilio di piante, olive, frutta.  Questa pratica di lavorare la ginestra faceva parte della tradizione povera contadina, le fibre costavano poco ed erano economiche. Ora gli scenari sono mutati e certe tradizioni sono più trascurate.

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