Giochi d’azzardo, passatempi disumani

Nel tempio della modernità ha fatto il suo ingresso un nuovo modo di trascorrere il tempo libero. Nei pub, nei bar, nei centri scommesse, nelle case da gioco, nei casinò, si possono trovare delle scintillanti e argentate slot machine elettroniche di vario tipo e modello. Sono strumenti all’avanguardia dotate di monitor come un pc, di una pulsantiera elettronica. Si può giocare usando indifferentemente banconote, carte di credito, gettoni. Le puntate seguono regole precise, salvo alcune varianti. Le vincite di solito però vengono riscosse in denaro contante. Molte sono le fabbriche che producono queste slot machine, per un grande giro d’affari. Gli incassi e gli introiti sono sostanziosi. Oltre alle slot machine sono diffusi i video poker dotati di una console simile allo schermo di un computer. I video poker sono veri e propri giochi d’azzardo che danno al giocatore il brivido della scommessa cieca. In alcuni casi si può giocare online direttamente. Alcuni video sono digitali, animati da effetti sonori e grafici di rilievo. In passato si amavano, specie nei circoli privati, i giochi di società.. Invece dalla fine dell’800 si sono diffusi nuovi giochi individuali. Questi passatempi riempiono le giornate delle persone, di casalinghe, di pensionati, di normali impiegati. Di solito in queste sale gioco si hanno sporadici contatti umani. Gli stessi gestori sono freddi e distaccati e invitano solo la clientela a consumare bevande e succhi di frutta. Le sale gioco aprono in molti quartieri delle città e prolificano come funghi. Intere famiglie sono messe al lastrico, non hanno più soldi per arrivare a fine mese. Ci sono poi i gratta e vinci, le scommesse ippiche. Un mondo dove circola denaro e dove a rimetterci sono sempre le persone semplici. Generalmente il fenomeno genera dipendenza, diventa una trappola mortale e per smettere bisogna rivolgersi a delle strutture mediche. Purtroppo le persone dedite al gioco tendono a chiudersi sempre di più. Si isolano, litigano con tutti, abbandonano le amicizie, le occupazioni quotidiani, tralasciano lavori, impegni, dimenticano feste, compleanni, si trascurano nel vestire, non si divertono più insieme agli altri in una spirale simile a un girone dantesco. Spesso neanche i familiari possono intervenire perché vengono maltrattati e respinti. L’amico per certe persone, l’unico interlocutore rimane il gioco con cui sperano di riscattarsi. Molti indigenti, che magari pagano l’affitto, pensano ingenuamente di realizzare vincite milionarie e di risolvere in un batter d’occhio i loro assillanti problemi economici. I giocatori incalliti non tornano indietro, imperterriti proseguono nella loro strada a senso unico, quella che porta nel baratro. Non si fanno aiutare, non parlano, allontanano gli amici più stretti. Per loro è come passare il tempo con un amico sincero, solo che alla fine si ritrovano senza risorse alla ricerca disperata di una soluzione. Le soluzioni non piovono dal cielo e occorre trovare la collaborazione degli altri. Isolarsi nel proprio mondo non è mai producente. Nelle difficoltà bisogna lanciare un grido d’allarme agli altri. Non si può essere orgogliosi fino al punto di rovinarsi per sempre pur di non parlare con gli altri.

 

Ester Eroli