Guadagnare

E risaputo che gli artisti hanno da sempre fatto la fame. Non si può guadagnare con la propria arte in nessun modo. Ci sono stati scienziati, artisti, pittori che sono stati impiegati, operai e che solo nel tempo libero si occupavano di arte, come se l’arte fosse un appendice, un diversivo fantastico non ancorato alla realtà, una specie di chimera da assecondare con le dovute cautele. Il genio ha  una oscura potenza che non sempre viene apprezzata anzi spesso derisa, il genio è  considerato una mostruosità fuori dal comune. Il genio è il diverso a cui si può ammiccare e coprire di ridicolo per la sua ingenuità. Lo spirito puro e colto del genio non viene accolto, spesso è deriso istintivamente. Il genio riceve così umiliazioni quotidiane che tarpano le ali. Si trascina in giro per imporsi ma tutti lo guardano dubbiosi non lo ammirano. Le sue forme si arte sono giudicate inutili. L’arte è solo una forma di evasione fantastica che è come un modo per tornare bambini., per essere altri da sé  Il genio stesso desidera tornare bambino. Le opere intatte, la loro delicatezza non sono amate. Nella nostra epoca è difficile vivere della propria arte forse nel futuro sarà possibile.

Qualsiasi arte, condotta anche in forma personalizzata, deve divenire con il tempo quasi clandestina. L’esperienza insegna che si deve dipingere nella quiete delle proprie stanze, come scrivere, come comporre musica e scolpire marmo. Come previsto ogni volta ci sono accuse di pessimo gusto, ritrosie. l’artista viene punito per la sua audacia. Ogni artista si deve aspettare una rinuncia, un rifiuto. Viene braccato in modo anche diretto e brutale. Alcuni artisti si fanno condizionare, non si sentono alla fine all’altezza e meditano di lasciare il campo. In fondo con la propria attività impegnativa non guadagnano nulla e spesso devono spendere. Il pittore deve comprare i colori, l’occorrente e per partecipare ai concorsi, alle mostre deve pagare un contributo. Paga per esporre la sua arte e se non ha risorse proprie si deve ritirare. Spesso molti artisti cadono in depressione sfiduciati e scontenti, deboli e stanchi. Ogni giorno una sfida imprevedibile per imporsi all’attenzione. Spesso si insinua la stanchezza. L’arte sembra una calamità invece che una dote. Alcuni partecipano a mostre collettive, a riding di poesia, a convegni ma trovano commissioni composte da arcigne donne che pensano solo a ostentare abiti e gioielli e che tendono a essere critiche o a difendere i loro pupilli . Chi opera nel campo dell’arte viene considerato con la testa fra le nuvole e difficile vive agiatamente con la sua arte. Gli artisti non hanno mai ville lussuose, oggetti di avorio, pellicce costose, auto sportive.  Darsi all’arte sembra una calamità.

Tuttavia negli Stati Uniti molti sono gli artisti che vivono della propria arte, come scrittori, scienziati, giallisti.

 

Ester Eroli