Il comportamento dei padri tiranni sui figli

Il comportamento dei padri tiranni sui figliSi sa per certo che lo scrittore Kafka ebbe un rapporto conflittuale con il padre e forse parte della sua psiche è stata ampiamente influenzata dall’esperienza della educazione paterna. La sua scrittura appare segnata da questo rapporto malsano, aspro. Il padre di Kafka era molto simile ad altri padri esistenti. Sembra che la figura del padre autoritario e tiranno sia sparita o quanto meno destinata a scomparire, ma non è assolutamente così. E’ vero che i padri moderni sono più comprensivi, più tolleranti, più disposti a sopportare le marachelle dei figli e a condividere esperienze. I padri moderni hanno un atteggiamento più umano, meno aggressivo. Tuttavia non mancano casi di padri morbosamente autoritari, oppressivi, esigenti, aggressivi. Davanti a loro i figli, anche maschi, che i padri tiranni prediligono, restano paralizzati, balbettano e dicono solo frasi idiote. In virtù del legame di sangue il padre pretende si avere tutto sotto controllo. Legge i diari dei figli, spia le telefonate, ascolta le conversazioni, guarda nei cassetti. Di solito impone le sue scelte e se lui non ama ad esempio il mare anche il figlio deve tenersi lontano dalle spiagge. Le scelte dei figli sono guidate, dando loro l’illusione di fare scelte autonome. Quando la natura dei figli viene fuori viene soffocata. Le figlie devono rendere sempre conto al tiranno, devono fare un resoconto dettagliato della loro vita. Generalmente non hanno molta libertà, le loro eventuali bugie per sfuggire alla morsa del controllo sono punite. Le ragazze vengono spesso umiliate, represse con esagerazione. Per il tiranno le donne sbagliano sempre, solo gli uomini sono bravi. I figli bravi poi somigliano a loro, quelli un po’ svitati alla madre. Se un figlio eccellente fa uno sbaglio ciò è dovuto alla cattiva influenza della molle madre. I figli che agiscono come loro e si comportano da tiranni con le sorelle sono ben visti dal padre accentratore. I figli fragili, sensibili, un po’ apatici non sono amati, come le moglie dal carattere forte. Le posizioni dei figli non hanno valore, i loro gusti non sono considerati. Spesso il tiranno parla sopra mentre il figlio espone le sue idee. Il tiranno decide le scuole, le vacanze e non è facile contrastarlo. Spesso cade in contraddizione, fa osservazioni incoerenti ma non se ne cura, va avanti sicuro del suo potere, di avere il coltello dalla parte del manico. Di solito ricatta i figli che non lavoravano con lo spettro del taglio dei vivere. Quando litiga il tiranno è perfido, un drago che invita i malcapitati solo ad uscire di casa definitivamente senza infamia e senza lodo. Allora succede che i figli non vedono l’ora che il padre esca di casa, e quando rientra corrono a nascondersi, a rintanarsi nella cameretta. I più piccoli scappano sotto i tavoli. I figli quando il padre è assente fanno tutto quello che è stato loro proibito. Con i loro atteggiamento i tiranni non sanno che peggiorano solo i loro rapporti con i figli e rendono il clima familiare infelice e pieno di tensioni. Per loro è valido il proverbio: con un cucchiaio di miele si prendono tante mosche. Con un atteggiamento indulgente si ottiene la complicità dei figli. In caso contrario non avremo mai la confidenza dei figli e di conseguenza la loro stima. Il padre per molti rimane una figura lontana come il potere di un tiranno acido.

 

Ester Eroli