Il valore delle raccolte firme

Il valore delle raccolte firmeIn molte città italiane, nella stessa capitale sovente avvengono delle raccolte firme. Di solito vengono allestiti gazebo nelle varie piazze per provvedere alla raccolta e si tratta sempre di questioni politiche o legate al mondo politico. Spesso si raccolgono firme per indire un referendum, per fare una proposta di legge, per caldeggiare un candidato. In alcuni casi sono raccolte di tipo sociale o economico. Si raccolgono firme per i più svariati motivi. Si arriva a raccogliere firme persino nella parrocchie per impedire la partenza di un parroco destinato ad altra chiesa o missione. In molti casi la raccolta firme ottiene dei risultati, in altri l’esito è incerto o negativo. Il popolo spesso propone raccolte per far sentire con audacia la propria umile voce. Cerca di far conoscere la propria posizione su una delicata questione giunta alla ribalda come l’omissione di soccorso negli incidenti e la necessità di introdurre il reato di omicidio stradale. Alcune campagne sono state condotte con precisione si ricordano con simpatia. Firmare per una causa sociale e civile è un modo per sentirsi liberi. Spesso l’onestà del popolo viene disprezzata. Certe volte le raccolte non servono a niente come non serve gridare nelle manifestazioni. Con le raccolte ci si illude di tenere in pugno questioni che sfuggono. Il popolo quando si sente abbandonato propone delle raccolte a cui si fa ampia pubblicità. Agli uomini di potere, che pensano di restare eternamente in carica, spregiudicatamente non interessa la raccolta firme, è una cosa che non li riguarda più di tanto. Si scrollano di dosso i problemi e vanno avanti, senza tanti moralismi. Nessuno ha mai pensato di fare una raccolta firme contro il vizio e la corruzione, contro gli abusi sui diversi, contro le pene troppo leggere per serial killer incalliti che sgozzano senza pietà le loro vittime. Ci si smarrisce la ragione nel leggere che un fidanzato, reo confesso per l’assassinio della ragazza, dopo pochi anni di pena è stato rimesso in libertà. Restiamo sorpresi nell’apprendere che un figlio che ha ucciso i genitori può, dopo la pena esigua, rientrare in possesso della sua eredità, come se niente fosse. Perdiamo la pazienza nel sentire che dopo la denuncia per maltrattamenti un marito è ancora a piede libero e pronto a uccidere la consorte. Le denunce sono inascoltate. Restiamo di sasso nell’apprendere le risse dei studenti nelle discoteche che non hanno conseguenze penali. Uno ragazzo che fracassa e distrugge panchine non ha fatto nulla, è uguale a chi ha passato i pomeriggi al mare, o in biblioteca. Scandali che si aggiungono a scandali e che ci portano a crisi di nervi. I politici eleganti si mantengono fuori dagli scandali. Spesso gli innocenti sono arrestati e i colpevoli lasciati liberi. Nessuno paga seriamente per i misfatti commessi. La corruzione rinsalda il suo prestigio. La malavita non viene molestata. Chi si perde nel male, si spartisce il potere non viene punito come merita. Si arriva alla follia quando chi fa una rapina fugge all’estero godendosi il sole dei Caraibi e la vittima giace in ospedale con le fratture in tutto il corpo. Accadono fatti inauditi che non si possono raccontare. Non sarebbe male fare una raccolta firme per l’inasprimento di certe pene. Chi uccide una donna, una compagna e la lascia seminuda per terra non ha diritto a una vita normale come gli altri. Chi corrompe una minorenne non può farla franca. Certi fatti atroci non devono essere sottovalutati, o essere solo argomenti di conversazione. Si dovrebbe alzare la voce anche quando qualcuno esce di prigione prima del tempo dopo aver commesso crimini efferati. Invece come invasati accettiamo queste sentenze leggere che sono indegne. Gridiamo nei cortei, ma non pensiamo a fare giustizia. Molti si appellano alla corte celeste sperando di essere ascoltati. Chi ha visto il proprio figlio assassinato da un coetaneo non è felice di vedere l’aguzzino in giro per il paese con la sua solita faccia tosta.

 

Ester Eroli