In attesa delle attese

In attesa  delle atteseLa generazione dei cinquantenni dicono sia quella attualmente più penalizzata, alle prese ogni giorno con genitori anziani e figli adolescenti problematici. In passato sicuramente si viveva più tranquilli, il destino era più indulgente. Ora si avverte nell’aria il cambiamento. La crisi economica ha ristretto il reddito, ha aumentato il divario fra le classi sociali. Si vive sui carboni ardenti. Molti genitori fingono di stare bene per non allarmare i figli, che intanto non trovano lavoro da nessuna parte. Ogni metodo, ogni decisione finalizzata alla ricerca di un lavoro sembra sbagliata. La mancanza di un lavoro è il vero pericolo. Non si trovano nemmeno lavori semplici, manuali. A questo dramma collettivo se ne aggiunge un altro. Un altro demone prepotente si è affacciato sulla scena della società e sembra voler far valere la sua superiorità, lanciare la sua massiccia offensiva. Il demone della mancanza di amore. I figli adolescenti sono tutti alle prese con storie d’amore, anche lunghe, che prima o poi finiscono. E’ venuta meno la gelosia, il buon gusto, la luce dell’amore, il rispetto, il credere nel sentimento. I figli recitano per un po’ la parte di innamorati, poi si stancano cercano altre prede, altre conquiste. Le ragazze un tempo dall’aspetto fragile, bisognoso di affetto sono diventate superbe e intriganti, hanno perduto la dolcezza, l’aria innocente. I ragazzi sono divenuti scattosi, inconcludenti e alla prima difficoltà nel rapporto amoroso fuggono. Non serve rimproverare, arginare. Ci sono ragazzi che dopo un lungo fidanzamento, anche troppo precoce, ricominciano daccapo per poi lasciarsi di nuovo. Trovano poi altri partener e poi si lasciano definitivamente. In questa altalena il risultato è sempre la solitudine. I ragazzi ventenni si ritrovano single a trenta anni e oltre. Vittime innocenti di questi giochi d’amore, fatti anche sul web. I genitori sono perennemente in attesa di una svolta. Si fidano del talento dei figli, delle loro scelte sentimentali, del loro carattere forte. Si turbano ogni tanto nel vedere in amore le molteplici personalità che assume il figlio. Intanto si da importanza solo alla vitalità sfacciata e oscena, alla sensualità eccitante. I figli non solo sono disoccupati ma anche affamati d’amore. Sono sempre più esauriti, malinconici, imbronciati, si ritengono sfortunati. Nessuno comprende il nocciolo del problema. Il problema è che il calcolo, l’attrazione ha preso il posto dei sentimenti, in ogni campo non solo nella vita di coppia. Nessuno rinuncia a qualcosa per amore. Allora la ragazza appena laureata accetta il lavoro a Londra e con fredda determinazione lascia il fidanzato storico. Lui non conta nulla, i progetti con lui vanno in fumo. Conta solo farsi una posizione, fare i soldi. Tanto non è difficile reclutare merce, corpi, basta mettere gli occhi sui vari siti che offrono discrete compagnie per ogni occasione. Con una notevole faccia tosta si ruba l’amore come ladri. I ragazzi però sono immaturi, sembrano non salvarsi. Molti cadono in depressione. Le donne si considerano brutte e  volgari perché ripetutamente lasciate, disfatte e senza speranze, i ragazzi si vedono inutili, incompresi. Per risolvere il problema conta molto il dialogo genitori-figli e cercare di rivolgere la mente al passato quando c’era una condotta più etica  e responsabile. Le ragazze pensavano a un unico fidanzato con sincerità, senza accarezzare l’idea, l’eventualità di tradire, i ragazzi cercavano solo la certezza del matrimonio e del lavoro. Le passioni troppo violente erano rimosse. La vita era regolare scandita tra famiglia e lavoro, come è naturale che sia. I giovani ora non hanno lavoro ma non hanno nemmeno il supporto di un amore valido. Allora troviamo solo personalità disturbate che non hanno fiducia negli altri, in se stessi. Non ci meravigliamo se vediamo solo ragazze insipide, vaghe e esitanti e ragazzi dal carattere aspro. Tutti devono imparare che l’egoismo crudele non contraddistingue l’atteggiamento di un innamorato.

 

Ester Eroli