INSEGNAMENTO

Portrait of african american female teacher smiling in the class at school. school and education concept

Un tempo la massima aspirazione, specie per le giovani donne, era quella di poter insegnare in una scuola sia essa elementare, media, superiore. Fare il docente era una aspirazione, il posto di insegnante era un posto ambito messo nell’elenco delle possibilità positive. Un posto papabile, un sogno abbordabile. Il ruolo di insegnante dava prestigio, serenità non scadeva mai nel tempo. Nei romanzi sovente aleggia il ricordo intatto di vere figure di insegnanti modello. Era considerato da sempre un lavoro eccitante, sempre in contatto con il sapere e la cultura. I giovani erano sempre attenti, disciplinati, desiderosi di apprendere. Nei diari di vecchi insegnanti traspare la nostalgia e il rimpianto per essere poi andati in pensione. Gli insegnanti come categoria si sono sempre lamentati poco, era  un lavoro che dava soddisfazione, dignità, rispetto. Nei paesi e nei piccoli centri era una figura importante come il sindaco, il farmacista, il medico di base. Il ruolo dell’insegnante era un ruolo sociale. Quando un insegnante andava in pensione gli alunni piangevano e lo festeggiavano. Spesso gli alunni frequentavano gli insegnanti anche dopo la scuola e dopo la pensione. Nel tempo rimaneva un contatto, un rapporto umano foriero di incontri stimolanti e interessanti.

Ora il ruolo degli insegnanti è stato svilito, stravolto. Gli insegnanti dopo l’avvento della navigazione in internet hanno un ruolo diverso, quasi marginale. Gli insegnanti sono oggetto di dispetti, di frasi irriverenti, offensive, di allusioni oscene. Sono spesso insultati,  malmenati da genitori furiosi che scendono in campo in difesa dei figli. Molte giovani insegnanti inesperte si sono trovate in difficoltà fino a temere il rientro il giorno dopo in classe. Molti hanno preferito fare concorsi, cambiare mestiere. Anche gli insegnanti più simpatici subiscono oltraggi che preferiscono non raccontare. Su internet circolano video su professori dileggiati dalla classe, trattati con ironia e disprezzo. Si studia una vita per ricevere solo delusioni. Un tempo alle insegnanti si facevano omaggi floreali ora solo frasi al veleno. Gli insegnanti vanno a lavorare con ansia,, molti hanno visto le loro ruote della auto bucate per ripicca e dispetto magari per un brutto voto. I ragazzi non vogliono essere ripresi e i genitori sono dalla loro parte. Molti studenti sono indisciplinati, maleducati, ribelli, indomabili. Molte insegnanti giovani sono state vittime di insidie, di molestie di vario tipo. E’ ormai un fenomeno sociale che andrebbe denunciato. Anche gli insegnanti più colti e appassionati della propria materia hanno dovuto gettare la spugna davanti al totale disinteresse degli alunni che preferiscono passare il tempo nelle chat. In certi casi ci vuole coraggio ad insegnare. Nessun insegnate confessa tutte le mancanze di rispetto ricevute  e le cocenti delusioni. Chi ha la vocazione per l’insegnamento stringe i denti e continua imperterrito. Ogni giorno si devono affrontare problemi fra alti e bassi, è come andare su una nave alla deriva in mare aperto e tempestoso. I ragazzi sono irriverenti, grossolani, disattenti, presi da altri interessi più immediati. Il ruolo di insegnante ha perso nel tempo il suo fascino. Non si può però cestinare una figura necessaria nella formazione dei giovani.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.