Intervista al Dott. Riccardo Lazzari, il fisioterapista delle lame azzurre

Per il conseguimento di risultati e di vittorie nelle discipline sportive c’è bisogno ovviamente dei campioni che, con la loro classe, col talento ma anche con l’impegno e il sacrificio raggiungono esaltanti e gratificanti risultati, non solo per se stessi, ma anche per il prestigio del proprio Paese.

Dietro il raggiungimento di ogni vittoria, però, non c’ è bisogno solo di tali peculiarità, ma anche dell’oscuro lavoro di chi, al di fuori di ribalte e riflettori, permette a detti campioni di avere rendimento e tutela fisica. L’allenamento, la tecnica, la valentìa, la scienza medica sono sicuramente elementi indispensabili per il raggiungimento di rilevanti prestazioni sportive, ma nel contempo, non va minimizzato il ruolo della fisioterapia. Questa branca delle attività fisiche è spesso sottovalutata quando non addirittuta dimenticata dai mass media, eppure rappresenta un elemento indispensabile per la tutela e la longevità di ogni atleta di qualsivoglia disciplina.

Oggi nell’intento di sviluppare il tema della fisoterapia nello sport, abbiamo l’onore e il piacere di intervistare uno degli esponenti più autorevoli del settore. Il dottor Riccardo Lazzari, il fisioterapista titolare nientemeno della nazionale maschile e femminile di scherma!

Quel “nientemeno” è assolutamente d’uopo, perché, ricordiamo a quei pochissimi lettori che non ne fossero a conoscenza che la scherma è da sempre, lo sport in cui l’Italia ha mietuto e continua a mietere allori e medaglie in ogni competizione internazionale che siano campionati eurepei, mondiali, coppe del mondo o Olimpiadi e per questi risultati è considerata da oltre un secolo la Nazione più forte del mondo, in tutte e tre le armi… giusto dott. Lazzari?

Giustissimo. Vorrei sottolineare, inoltre, come la scherma sia ormai in pianta stabile da oltre una decina di anni nell’elite degli sport italiani di maggior interesse.

Da quanti anni svolge questa professione?

Una quindicina.

Da quanto lo è della nazionale di scherma?

Sette anni

A quali manifestazioni ha partecipato?

Mondiali giovanili 2006 e 2009, europei assoluti 2009, Mondiali 2008 e tutte le coppe del mondo a partire dal 2005.

Quali ricorda con maggior piacere? E da quali le maggiori soddisfazioni?

Il mio primo mondiale giovani tenutosi nella Corea del Sud e poi i mondiali di Pechino del 2009.

Ora entriamo nel merito della sua professione:

Le armi, come si sa, sono tre: fioretto, spada e sciabola. C’è differenza a livello d’impegno muscolare tra le tre?

Nella sciabola si richiede un impegno muscolare maggiore, specialmente in termini d’esplosività.

Gli eventuali traumi sono gli stessi?

Sì, più o meno sempre quelli.

Sono ricorrenti?

Molto ricorrenti.

Quali sono i muscoli, i legamenti e i tendini più sottoposti a stress?

Per gli arti superiori: braccio, avambraccio e mano. Per gli inferiori: coscia e tendine d’achille. Da tener sempre d’occhio anche la colonna vertebrale.

Come si agisce in prevenzione, in mantenimento e in eventuale trattamento?

Allenamento specifico seguito da preparatore atletico. Applicazione di cerotti nemodermosensoriali, che applicati al muscolo ne migliorano la prestazione dando all’atleta anche più sicurezza e tranquillità.

Parliamo degli atleti, gli schermidori, che siano donne o uomini sono sempre prodighi di grandi soddisfazioni per il nostro medagliere. Cominciamo dal sesso debole, si fa per dire, visto la forza che sono in grado di esprimere…facciamo i nomi di queste fuoriclasse:

Tutte in blocco. C’è l’imbarazzo della scelta. Tengo a sottolineare che anche i futuri rincalzi sono di altisssimo livello e saranno in grado di perpetuare i successi e la tradizione delle attuali campionesse.

C’è un po’ di sana rivalità tra loro?

Anche troppo.

Chi di loro ricorre più alle sue cure?

Tutte le spadiste.

Di episodi e ricordi ne avrà a bizzeffe ormai. Ma ne citi uno che le è rimasto impresso o che le sta più a cuore.

Penso l’oro olimpico di Tagliariol e anche l’ultimo mondiale 2011 vinto da Pizzo a Catania.

Riguardo ai maschi a chi è più legato?

Agli spadisti.

A chi di loro mette più “le mani addosso”?

A tutti.

Un episodio che ricorda con maggior simpatia?

Più che episodi mi piace parlare della stupenda atmosfera che si crea col gruppo, prima o dopo gli allenamenti, dove atleti, medici, tecnici, fisioterapisti giocano insieme. Possono essere partite di calcio, palla a volo, palla prigioniera, ruba bandiera ecc. Ci si diverte e ci si rilassa alla grande.

Parliamo di lei. Oltre a curare i muscoli delle più famose lame del mondo lei espleta anche una sua rinomata ed apprezzata attività professionale, ci vuol dire dove e come?

Attualmente sono il titolare del laboratorio di fisioterapia Physiolab Roma, situato all’interno della Casa di Cura Villa Salaria di Roma.

Ci vuol parlare della sua Equipe?

E’ una bella realtà professionale ed umana! Uomini e donne in piena sintonia con la mia filosofia: massimo impegno, alta professionalità, dedizione e perfetta conoscenza dell’anatomia umana. Collaudati specialisti del settore, quindi, ben coadiuvati da attrezzature d’avanguardia. Le tecniche manuali, pertanto, si connubiano e si armonizzano con i macchinari per un veloce ripristino e rieducazione di arti e apparati muscolari che hanno subito traumi e affaticamenti. Siamo particolarmente attrezzati, inoltre, per ogni tipo di fisioterapia riabilitativa post-operatoria.

Siamo al termine di questa piacevole intervista…Ringrazio il dottor Riccardo Lazzari per la sua gentile ospitalità e mi congedo complimentandomi con lui per i risultati fin qui ottenuti e per quelli che, sicuramente, continuerà ad ottenere. Incrementerà, in tal modo, la riconoscenza dei suoi pazienti nonchè la soddisfazione degli sportivi in generale e degli appasionati della scherma in particolare.

 

Adriano Zara