Isteroctomia

L’isteroctomia è la tecnica chirurgica di asportazione totale o parziale dell’utero. Può riguardare pure la rimozione delle ovaie, delle tube e della stessa cervice uterina. In altri casi il ginecologo lascia intatta la cervice in tal caso l’operazione è detta subtotale. Di solito si fa a causa di tumori, di miomi. Tuttavia negli Stati uniti soprattutto ma anche altrove si sono verificati dei casi di utilizzo di questa tecnica per ragioni ingiustificate o solo per mestruazioni dolorose e abbondanti, o per non avere figli. In verità il trattamento dovrebbe essere personalizzato e dovrebbe tenere conto degli effetti collaterali e dei rischi. Gli effetti avversi sono più incisivi nella menopausa e premonopausa. Si potrebbero avere squilibri ormonali, dolori pelvici cronici, emorragie, prolasso, infezioni, menopausa precoce, shock ormonale, malattie cardiache, osteoporosi, diminuzione di altezza, schiacciamento delle vertebre, diminuzione della libido o accentuazione, incontinenza urinaria, aderenze e ostruzioni intestinali, lesioni, effetti ormonali, problemi renali che colpiscono le giovani.

L’operazione, che in gran bretagna si fa anche in ospedali universitari,  di per se comporta solo cinque giorni circa di ospedalizzazione ma andrebbe personalizzata e fatta solo come ultima spiaggia in caso di tumori, fibromi gravi, patologie di tipo maligno. Per fortuna per il cancro ovarico ci sono tecniche innovative. Dipende ovviamente dalla situazione della paziente, se è obesa, affetta da diabete ecc. Dopo l’operazione in alcuni casi sono necessari gli antibiotici. La pratica più diffusa ultimamente è quella robotica a distanza, specie per i tumori, che riduce il rischio di morte dopo i 40 giorni tramite anche un trattamento ormonale sostitutivo, che riduce il dolore. negli anni novanta si usava praticare delle piccole incisioni addominali ora è più diffusa la tecnica robotica anche se è più costosa.

Esistono due tipi di operazione quella vaginale che avviene attraverso il canale vaginale che è quella più apprezzata, perché ha meno complicazioni, meno ospedalizzazione e meno periodo di convalescenza e quella addominale che usa le incisioni nelle pareti addominali.

Per il recupero occorrono circa sei settimane e dipende dai punti di sutura e dallo stato di salute della paziente.

 

Ester Eroli

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.


Warning: in_array() expects parameter 2 to be array, bool given in /membri/puntodidomanda/wp-content/plugins/subscribe-to-comments-reloaded/wp_subscribe_reloaded.php on line 1540

Warning: array_flip() expects parameter 1 to be array, bool given in /membri/puntodidomanda/wp-content/plugins/subscribe-to-comments-reloaded/wp_subscribe_reloaded.php on line 1544

Warning: in_array() expects parameter 2 to be array, null given in /membri/puntodidomanda/wp-content/plugins/subscribe-to-comments-reloaded/wp_subscribe_reloaded.php on line 1547

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.