Jan Hus

Jan  Hus nacque nel 1371 a Praga  e morì a Costanza il sei luglio 1415. Fu un noto riformatore religioso boemo e teologo. Per alcuni anni fu anche nominato rettore della università Carolina di Praga. Fu il fondatore di un complesso movimento religioso e i suoi seguaci e discepoli furono noti a livello internazionale come Hussiti. Fu scomunicato e bruciato sul rogo nel concilio di Costanza ma numerosi furono i suoi successori. Fu un anticipatore delle dottrine di Lutero e Calvino. Egli aspirava al ritorno di una chiesa povera come era alle origini e accusava la chiesa di essere troppo ricca, legata al potere, corrotta e avida di ricchezze.

Studente povero aveva studiato nella università di Praga e subito aveva pensato a un rinnovamento della chiesa su basi nuove, ritornando all’entusiasmo primitivo lamentando il decadimento dei costumi religiosi e della gerarchia ecclesiastica che lui contrastava. Ebbe subito come seguaci altri studenti universitari. Laureatosi in filosofia e intrapreso il suo insegnamento divenne sacerdote nel 1400. Oltre a dedicarsi alle elemosine, faceva lunghe predicazioni nei giorni festivi e feriali e nelle feste comandate auspicando una riforma radicale della chiesa sotto la guida del governo. Per lui la chiesa non poteva da sola riformarsi e salvarsi. durante la quaresima le sue prediche si facevano accese ed esuberanti. I suoi scritti furono subito proibiti. l’arcivescovo di Praga vietò le sue predicazioni pubbliche. Dopo poche settimane di sospensione riprese la sua attività. Fu convocato a Roma per discolparsi e per accettare la dottrina ufficiale, ma non capitolò rimase fermo nella sua posizione. Continuò a predicare a Praga nella cappella di Betlemme. Il suo libro più famoso è il de ecclesia, ma sono noti anche gli scritti contro la simonia e le raccolte sistematiche di sermoni. Al concilio di Costanza fu invitato più volte a ritrattare, fu interrogato ma rifiutò di tornare su i suoi passi. Il capo di accusa era di trenta elementi e alla fine fu condannato al rogo insieme a un suo discepolo fedele. Per lui la chiesa è formata da predestinati, e solo Gesù è il capo della chiesa universale. Secondo lui la chiesa aveva tradito i principi religiosi con la assenza di carità e la assurda venerazione delle reliquie. Per lui la fede era morta. Fu dichiarato colpevole nel duomo di Costanza e furono letti i trenta capi di accusa. Lui aveva ascoltato inginocchiato pregando. Fu bruciato sul rogo dopo un corteo e le sue ceneri sparse sul Reno. Contro il suo corpo ci fu un forte accanimento da parte degli aguzzini,  che frantumarono le sue ossa a bastonate e fecero altri scempi pratica molto diffusa anche nei nostri luoghi e scenari di guerra che denotano la tendenza sanguinaria di molte persone e regimi. Si può giustiziare anche senza infierire con crudeltà. In fondo esiste una pietas per i defunti. Non ha senso infierire su un cadavere magari già bruciato. Sono pratiche bestiali e senza valore.

 

Ester Eroli

 

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