L’organizzazione del matrimonio

L’organizzazione del matrimonioLe nozze sono sempre considerate un lieto evento nella vita delle persone. Organizzare la festa nunziale non è assolutamente facile  come sembra all’apparenza. Ci sono molte esigenze, molti nodi da sciogliere. La scelta degli abiti, del ristorante dove allestire il ricevimento, delle bomboniere, la lista degli invitati, la scelta dei testimoni e del viaggio di nozze sono solo alcuni aspetti da tener presente. Per chi poi sposa in chiesa c’è il problema della preparazione al matrimonio, dell’addobbo floreale in chiesa ecc. in realtà l’organizzazione del matrimonio si è evoluta nel tempo, è praticamente cambiata. In passato, specie se le nozze avvenivano fra paesani, la festa si organizzava in paese con la partecipazione di tutti. Gli addobbi floreali erano fatti direttamente dagli abitanti del paese senza dispendio di denaro. Il rinfresco o pranzo di nozze era caratterizzato dalla presenza di cibi genuini, casarecci. Le ricette utilizzate erano quelle della tradizione nostrana. I dolci erano tutti fatti in casa, cotti magari nel forno del paese. La torta degli sposi era artigianale. Gli abiti degli sposi erano eleganti, raffinati, ma semplici. La sposa indossava quasi sempre un abito bianco, rifinito magari con pizzi e merletti, con le maniche generalmente lunghe e ricamate, il corpetto era composto di solito da velo con pizzo e ricamo. Il velo lungo era scelto dalla maggior parte delle spose novelle. Lo sposo sceglieva i colori sobri, classici della tradizione ossia blu, grigio ferro, nero. La camicia sempre impeccabilmente bianca, senza eccezioni. Le nozze erano semplici, senza orpelli, senza fronzoli. Il viaggio di nozze avveniva quasi sempre in Italia e venivano premiate le nostre città d’arte come Venezia, tappa obbligata, essendo la città d’Italia più romantica, seguita da Verona, patria di Giulietta e Romeo. Il matrimonio ai nostri giorni si è arricchito notevolmente. Al lusso degli invitati si abbina lo sfarzo della cerimonia. La sposa appare disinvolta, fasciata in stretti abiti di seta, scollati fino all’indecenza, con spacchi vertiginosi. I tacchi sono alti ricoperti di brillantini come quelle delle ballerine. I capelli sono racchiusi in fantasiose acconciature. Ciò che colpisce l’occhio è l’assenza del velo, tipico delle spose. Il velo viene abbondonato e si predilige la testa scoperta magari con dei brillantini fra i capelli come la testa delle attrici. Le spose si comportano come attrici su un palcoscenico di teatro, si muovono fanatiche e vezzose, come se partecipassero a una recita. Non sono affatto timide, la loro voce non tradisce emozioni, non mostrano nessun segno di imbarazzo. Si muovono fra gli invitati come api sui fiori, completamente a proprio agio. Alcune spose ricorrono ad abiti provocanti, simili ad abiti da sera. Lo stesso matrimonio religioso diventa un’occasione mondana per sfoggiare abiti piccanti e firmati. Sembra di assistere a una commedia in maschera. Le invitate si atteggiano a dive del cinema e indossano abiti stravaganti. Molti matrimoni vengono fatti proprio all’insegna della stravaganza magari con la sposa vestita di rosso o di beige, con la moto al posto dell’auto per gli sposi. In questa farsa il cibo dei rinfreschi e quasi sempre preconfezionato, precotto. Si scelgono ristoranti con la piscina, ma il cibo è scadente, cibo industriale che non ha nulla a che vedere con le leccornie artigianali e fatte in casa. Si partecipa a questi matrimoni sempre con la speranza di ritrovare il sapore di una vecchia torta assaggiata anni prima, si torna sempre a casa con la delusione dipinta sul viso.

 

Ester Eroli