L’orologio più grande d’Europa

E’ certo improprio definirlo orologio, ossia quell’indispensabile marchingegno che, nella cultura generale, ci indica da secoli il tempo esatto … ma segnatempo sì, e l’obelisco stazionante da 220 anni davanti al palazzo di Montecitorio è la più antica meridiana d’Europa.

La sua è una storia interessante per provenienza e destinazione d’uso che ricalca, del resto, quella di molti altri reperti archeologici presenti nella Capitale, un tempo, come tutti sanno, caput mundi di un vasto e ricco impero…L’obelisco è egizio autentico, come gli altri tredici presenti in Roma e anche se non è antico come quello di piazza del popolo(contemporaneo di Mosè) o grande come quello di San Giovanni In Laterano(il più alto del mondo) possiede una sua unica peculiarità: è stato per 8 secoli il segnatempo più noto della Roma imperiale.

Fatto asportare dallo stesso imperatore Augusto da Eliopoli, dove il faraone Psammetis lo aveva collocato nel VI secolo a.C. lo volle innalzare al centro di piazzale Campo Marzio a mo’ di meridiana, incaricando il matematico Facondo di tracciare sul terreno eleganti e precisi segni dove lo gnomone, ossia l’ombra solare proiettata dall’obelisco, potesse indicare con matematica precisione: stagioni, mesi, ore e minuti. In tal modo chiunque poteva avere l’esatta cognizione del tempo.

Però dopo l’VIII secolo, non si sa bene se per colpa della barbarie gotica o per una violenta scossa tellurica, il bell’obelisco finì in terra per poi essere definitivamente seppellito da polvere ed incuria. Alla fine del XVIII secolo Papa Pio VI decise di riportarlo in luce e di restauralo dando incarico all’architetto G. Antonili di recuperarne i pezzi e di riassemblarlo davanti al palazzo giudiziale di Montecitorio. L’architetto lo ripristinò nel 1793, arricchendolo di una cuspide, di ornamenti bronzei, nonché di un elegante basamento con l’inevitabile stemma papale. Certo oggi non è più possibile, pur seguendo l’ombra dello gnomone, stabilire l’ora precisa, ma il mezzogiorno esatto sì, perché il raggio di sole che penetra nella cuspide lo indica perfettamente.

Così, la più antica meridiana d’Europa ora segna il mezzodì per i parlamentari e… i maligni (e non solo) sostengono che non è mai servito a nessuno di loro.

Adriano Zara