La coerenza nella politica

Tutti noi ricordiamo la figura di Alcide De Gasperi, noto statista del passato. Fu il primo Presidente del Consiglio dei Ministri della nascente Repubblica italiana. Dopo aver militato tra le fila del partito popolare di Don Sturzo ed esserne divenuto segretario, fu tra i fondatori del partito della Democrazia Cristiana. Quello che ci colpisce è la sua stessa provenienza. Nato in una famiglia povera riuscì a laurearsi in filologia a Vienna grazie ai sussidi di stato. La carriera politica non gli aprì le porte della ricchezza. Non accumulò tesori, gli unici tesori furono la sua coerenza e l’anima pura. Rimase tutta la vita coerente, legato ai suoi ideali. Innanzitutto la difesa della pace e della libertà dei popoli. Da giovane nel Trentino, dove era nato, aveva partecipato ai movimenti studenteschi favorevoli all’autonomia del Trentino. Gli studenti italiani rivendicavano l’uso della lingua italiana nelle università trentine. In secondo luogo il ripudio delle dittature, dei poteri forti. Ostacolò il fascismo tanto che fu anche arrestato e costretto a vivere in esilio con scarsi mezzi di sostentamento. Fu isolato anche moralmente. I suoi articoli, sia quelli giovanili, sia quelli successivi mostrano una coerenza esemplare. Nella redazione del “Il Giusto” , dove fu anche direttore, era noto il suo impegno di uomo coerente, pronto a difendere i suoi ideali, ideali in cui credeva ciecamente. Per questa sua coerenza ebbe un certo successo politico in America, dove fu ammirato. La sua visione laica dello stato non intaccò mai i principi cattolici. Rimase sempre favorevole all’integrazione europea e allo stato appunto laico. Come deputato, come Ministro degli esteri non mutò mai opinione, non cambiò mai bandiera. La chiesa gli consentì di scrivere articoli su riviste vaticane sapendo che tipo di uomo era, favorevole alla libertà di culto. Lavorò alcuni anni anche nella biblioteca Vaticana, e fu un esperienza preziosa per lui. La sua cultura era profonda. Non amava la vita mondana, le luci della ribalda, il clamore. Fu un buon padre di famiglia, padre di quattro figlie, una delle quali si fece suora. Quando morì nel lontano 1954 folle di persone vollero seguire le esequie a Roma. Erano persone venute dal sud, dal nord, dai paesini sperduti, tutti uniti per rendere omaggio a quest’uomo. La gente sembrava stregata. Fu un uomo esemplare, un modello. Altrettanto non si può dire dei politici attuali, che spesso passano da una corrente a un’altra, da un partito all’altro a seconda di come tira il vento. Nascono socialisti poi passano nelle fila della destra con una disinvoltura da brivido. Senza contare quelli che si sono arricchiti con la militanza politica. Le pagine dei giornali sono piene di scandali di ogni tipo. A un certo punto gli elettori non sanno più a chi santo votarsi e soprattutto chi votare.

 

Ester Eroli