La giostra nel medioevo

Nel medioevo era molto diffusa la giostra che era una versione semplificata del torneo. Si trattava dello scontro molto ravvicinato tra due cavalieri in uno spazio delimitato. Il nome è di origine latina. All’inizio la giostra serviva solo per aprire il torneo. Di solito erano i cavalieri più giovani a esibirsi per mostrare le proprie capacità. Furono proprio i giovani a determinare il trionfo della giostra con la loro volontà di mostrare le proprie doti di guerriero. Infatti poi la giostra divenne indipendente dal torneo e venne soggetta a regole precise.

La giostra si svolgeva in un recinto rettangolare o in alcuni casi circolare con due ingressi, uno per cavaliere. Ai lati si affollavano gli spettatori. Solo i personaggi importanti  e le dame prendevano posto in tribuna d’onore, in posizione quasi sempre centrale. I giudici di gara avevano un palco a parte.

Le giostre avvenivano anche nelle città italiane, molte dispute si svolsero nella piazza del campo a Siena.

C’erano due tipi di giostra, quella che avveniva con i cavalieri separati da una delimitazione e quella che si svolgeva invece in campo aperto senza separazioni. Nel tempo furono realizzati diversi tipi di scontro con diverse simbologie.

Si combatteva con armi da guerra se si voleva accrescere la fama o riconquistare l’onore, con la corazza e l’elmo quando si voleva fare colpo su una donna giovane, con il braccio nudo quando ci si scontrava con un rivale.

Il codice cavalleresco prevedeva in caso di perdita la cessione al vincitore del cavallo e della stessa armatura e il pagamento di un riscatto.

 

Ester Eroli