La mostra sulle bustine di zucchero monodose di Scafati (SA)

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In una zona pianeggiante, alle pendici del Vesuvio, in provincia di Salerno, sorge Scafati famoso anche per il suo clima mite e per il santuario in stile barocco dedicato a Maria la madre di Gesù che racchiude un organo di pregio del seicento. Il municipio si trova presso il palazzo Mayer dedicato e appartenuto alla più antica famiglia tessile della zona. Scafati negli ultimi tempi è stato protagonista di una singolare iniziativa. Nel palazzo detto Real Polverificio Borbonico è stata allestita a partire dal mese di ottobre e fino al 31 gennaio, visto che l’apertura è stata prorogata, una particolare mostra quella sulle bustine di zucchero monodose usate nel quotidiano da molte persone. L’ingresso è libero.  Si tratta della prima mostra nazionale voluta dal comune e dall’assessore alla cultura per volontà di due accaniti collezionisti di lunga data. La mostra è stata sponsorizzata pure su facebook ed ha avuto una celebre inaugurazione. Le bustine sono molto varie e affrontano svariati temi, sono esposte circa ottomila pezzi. Vengono divise per tematiche e per ditte produttrici. I due collezionisti arricchiscono il gruppo di quelle persone che sono state prese da glicofilia ossia dalla passione di collezionare dolcezze. Le bustine esposte sono di varie forme e provengono da tutto il mondo. Alcuni pezzi sono rari e di pregio anche perché esistono poche serie poco conosciute. Ci sono di tutti i tipi con zucchero di canna, bianco classico, dolcificanti. Ci sono vuote e piene, comunque è necessario svuotarle per custodirle meglio. Le tematiche sono molte: flora, fauna, cinema, gastronomia, auto, città, francobolli, film come don peppone, olimpiadi, euro, fiori, Pasqua, san Valentino, caffè, barzellette, stagioni, Natale, segni zodiacali, halloween, personaggi famosi, aforismi, acquarelli, treni, fotografie, dipinti, orologi, fumetti, televisione, opere d’arte, favole, oroscopi, gatti, vendemmia, stemmi, sport, maschere, pinocchio. Alcune riportano le frasi più famose di artisti  e le loro opere favorendo la diffusione della cultura. Le serie più importanti sono finite nel museo dello zucchero. La serie su Pulcinella è finita ad Acerra nel museo dedicato a questa maschera napoletana. Sia pezzi antichi che innovativi dimostrano l’evoluzione sociale e il cambiamento sociale che si è avuto nel corso degli anni. Alcune bustine esposte sono poi inedite create su misura, apposta per la mostra come quelle sull’eclissi del 2015. L’unico inconveniente è trovare una lunga fila di formiche che vogliono accedere alla mostra.

 

Ester Eroli