La spending review vista da chi la subisce

La spending review vista da chi la subisceIn tempi di profonda crisi economica lo scopo principale rimane quello di risparmiare a ogni costo. Risparmiano le famiglie, riducendo all’osso gli acquisti, risparmia lo stato. I nuovi provvedimenti prevedono la riduzione delle auto blu, tagli alla pubblica amministrazione, accorpamenti di dipartimenti, mobilità dei dirigenti, riduzione di stipendi d’oro, tagli drastici anche alla sanità. Inoltre sono previste varie soluzioni come l’abolizione delle province. In clima di austerity ci si ingegna con forza e determinazione. Tuttavia alcuni provvedimenti ci sembrano tutto sommato infelici. La famosa spending review ha i suoi lati oscuri, ha degli aspetti che non ci piacciono. I tagli, gli accorpamenti, i prepensionamenti ci tolgono il sonno. Siamo certo entrati nell’ottica che bisogna evitare gli sprechi. C’è però una questione che ci colpisce in pieno petto e ci fa sobbalzare e gridare per la rabbia: il pagamento di tutto questo processo si abbatte in definitiva solo sul consumatore finale. A pagare alla fine della catena è sempre e comunque il consumatore finale. Su di lui si abbatte la scure di ogni tipo di taglio e esclusione. Tutto si accanisce contro il malcapitato e non serve difendersi. Nei supermercati persino le copie omaggio di alcuni libretti sui prodotti in vendita sono divenuti a pagamento. Come il consumatore si avvicina a un prodotto scopre che è aumentato. I rincari riguardano prodotti alimentari, abbigliamento, non solo i prodotti di lusso. Mentre ovunque si assiste a una raffica di rincari gli stipendi, specie quelli dei dipendenti, sono rimasti gli stessi da anni. Si assiste a una drastica diminuzione del potere di acquisto del ceto medio. I consumi vengono rilanciati stabilizzando le entrate familiari e aumentando tutto. In questo modo la produzione si blocca. Le fabbriche non vendono più come in passato e sono costretti a licenziare dei dipendenti o a chiudere dichiarando fallimento. Si rinuncia a tutto a viaggi, a pizze la sera nei locali con la conseguenza che il settore turistico e della ristorazione subisce un brusco arresto. In questo vortice viene risucchiato solo il consumatore. Nessuno pensa a colpire il settore del lusso, i grandi patrimoni. Così capita ancora di vedere gente andare in giro con l’auto con i vetri oscurati o di vedere gente nelle boutique delle grandi firme spendere cifre da capogiro che basterebbero a sfamare una famiglia intera per mesi.

 

Ester Eroli