La storia della chitarra a Recanati

A Recanati nello stesso palazzo comunale si trova il museo della chitarra¸  uno dei tanti musei dedicato a questo strumento sparsi per il mondo¸ detto museo Oliviero Pigini inaugurato in modo ufficiale il 22 maggio 2004. Si trovano strumenti musicali e chitarre di varie epoche  e in maggioranza sono degli anni sessanta e settanta i più prolifici dal punto  di vista musicale. Ci sono strumenti italiani e stranieri. Ci sono poi sale dedicate a cimeli leopardiani e alle ceramiche di Faenza. le collezioni sono esposte  a piazza Leopardi. Il museo è chiuso solo il lunedi.

Le origini della chitarra sono antichissime. Essa deriva dalla quinterna medievale a cinque corde¸  il termine è persiano  e significa corde. I primi liuti persiani erano a quattro corde fatte con fili  di seta. La parola chitarra viene da quitera parola araba che significa quattro corde. Secondo alcuni studiosi la chitarra deriverebbe dalla citara le cui tracce risalgono ai greci e agli egizi. nelle tombe egizie si trovano tracce di questo importante strumento usato nelle corti dei faraoni. Il barocco diede l’impulso alla sua diffusione specie in Spagna. la chitarra barocca aveva dodici corde.  poi si arrivò a sei corde perché era più facile maneggiare lo strumento. Si irrobusti la struttura  e si allargò la cassa. A Napoli si crearono chitarre a sei corde in legno di acero di dimensioni ridotte a partire dal seicento. A Malaga si diffusero chitarre a cinque corde più moderne.  In Italia a Cremona si costruirono chitarre classiche a sei corde. Nell’ottocento   si fece il fondo di cartone e  si aumentò la superficie. Un liutaio tedesco formatosi a Vienna apri un negozio di chitarre a New York che fece scalpore. Si riparavano chitarre  e si vendevano chitarre acustiche. Negli anni venti molte aziende statunitensi producevano chitarre con corde in acciaio adatte alla musica cosidetta country.I primi esperimenti di chitarre elettriche si ebbero nel 1931  anche se erano già iniziati nel 1924. Si fabbricarono chitarre semiacustiche con casse si risonanza per amplificare il suono. Negli anni quaranta ci furono vari prototipi anche in legno massiccio. Si avviò nel novecento il processo  di produzione in serie¸ le chitarre erano in legno di cedro¸   acero¸ mogano e in legno pregiato e alcune più economiche in plastica. Le corde erano fatte di  budello di agnello o bovino o ovino¸ in metallo¸ in acciaio o seta¸ o  negli anni quaranta in fibre sintetiche come nylon che ne amplifica il suono e poi furono fatte in plastica o in rame argentato e anche in argento. Agli inizi del novecento si assiste alla rinascita della chitarra classica  fatta di cedro rosso o abete.  Si ebbero molte variazioni come quella brasiliana a sette corde. Si diffusero quelle a dodici corde con la stessa accordatura o con accordatura aperta. Si cambiò la lunghezza delle corde. Le corde di seta vennero rivestite in metallo. Si diffusero le chitarre a spalla¸ quelle flamenco. Le chitarre a corde metalliche hanno bisogno del plettro. Dopo si diffusero chitarre multicorde con dieci corde e si arrivò a diciotto corde. la musica folk continuò a usare dodici corde. nacquero le chitarre acustiche elettrificate anche per mancini. che usavano sistemi elettronici specie per grandi concerti. Si diffusero anche chitarre chiamate indiane. Sono nati nel tempo anche modelli diversi di plettro che mutavano per durezza e dimensione.

In Inghilterra si diffusero modelli particolari adatti alla musica metal con più velocità di esecuzione. Sono nate chitarre ritmiche e soliste.

 

Ester Eroli

 

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