Lavorare insieme

Lavorare insiemeSpesso siamo persuasi del fatto che ci sarebbe piaciuto immensamente lavorare con il compagno/a. Ci sarebbe piaciuto magari avere lo stesso ruolo, operare nello stesso settore su un piede di parità. Spesso lavoriamo con colleghi scorbutici, in un ambiente soffocante. Molte persone vanesie ci procurano ansia, rabbia impotente . Molti colleghi non ci stimano, mostrano di avere pensieri spiacevoli su di noi. Spesso abbiamo rischiato un esaurimento nervoso. Sarebbe stato invece favoloso realizzare progetti ambiziosi e vitali con la nostra metà, prendere decisioni ponderate. La stupida devozione che abbiamo per il compagno/a ci fa sciogliere come miele scuro   e dolce e ci fa pensare a una possibile e idilliaca collaborazione. L’idea spesso è dura a morire. Pensiamo che lavorando insieme possiamo addirittura avere più considerazione sociale. Sono molte le coppie che gestino locali, bar insieme. E’ proprio in questi luoghi che si consuma il dramma della incompatibilità. In ogni persona infatti c’è una zona di mistero dai contorni delicati. Ci sono donne svelte ma malinconiche che a lungo andare deprimono l’altro. Ci sono quelli che non hanno memoria che irritano il partner durante il lavoro e quelli troppo contemplativi che si crogiolano pigri. Ci sono poi le persone disordinate che si scontrano con un compagno esigente e scrupoloso. Di solito gli uomini nel lavorare con la compagna si sentono controllati ma anche padroni del campo. Vogliono primeggiare sempre e per questo accusano la compagna di ogni genere di difetto. Gli uomini tendono a insultare, a sminuire la compagna per una forma di gelosia, perché loro devono essere i migliori. Molti uomini vogliono sentirsi liberi e quando sul lavoro si sentono stretti cercano di ribellarsi. Le donne dal canto loro si rivelano maniache della precisione, della pulizia esasperando l’altro. Molte donne diventano aggressive, petulanti, ossessive. Quindi bisognerebbe valutare l’idea di lavorare insieme con parsimonia, di solito non funziona mai un simile progetto.

 

Ester Eroli