Le condizioni di nascita

Siamo nati in modo misterioso, senza essere stati interpellati. Nessuno ha chiesto materialmente il nostro parere. Nessuno ci ha domandato se volevano nascere. Spesso abbiamo accettato la sfida, o siamo stati costretti a farlo, malgrado tutto. La battaglia per vivere è iniziata da subito: febbri violente da arginare, compiti scolastici da seguire, lotte per la sopravvivenza, scontri con nemici, difficoltà nell’apprendimento, amici da difendere, ecc. Nel guardarci intorno ci siamo resi conto, lentamente, molto lentamente, dell’ambiente in cui siamo nati e in cui siamo stati costretti a vivere. La differenza di classi non l’abbiamo subito percepita. La nostra casa ci sembrava nonostante tutto, un nido caldo, i nostri abiti i migliori del mondo, i nostri giocattoli degni di rispetto, la nostra scuola un luogo ideale per apprendere. A poco a poco attraverso l’esperienza, i mass media abbiamo compreso l’esistenza di altre realtà, di altri ceti, di altri ambienti. Abbiamo scoperto l’esistenza di scuole esclusive, di auto di lusso, di jet privati, di panfili, di gioielli di grande valore. Spesso siamo stati guardati dall’alto in basso da queste persone più fortunate di noi. Come se la nostra mediocrità, la nostra per così dire povertà dipendesse solo ed esclusivamente da noi. Ci siamo sentiti colpevolizzati, messi in ridicolo pur non avendo commesso nessun crimine particolare. Una persona può nascere in una reggia o in una capanna. Si può cambiare la propria posizione con il tempo ma le origini ci marchiano a fuoco. Con la nascita subiamo una specie di imprinting. Veniamo registrati come appartenenti a una determinata categoria di persone e andando avanti con gli anni molti ci ricorderanno la nostra origine plebea o no, a seconda dei casi. Le grandi famiglie, quelle ricche, quelle che contano, faranno di tutto per rendere visibili, credibili i loro rampolli. L’educazione deve essere perfetta, i modi impeccabili, la cultura profonda. Molti figli dovranno ripercorrere le orme dei padri, dei nonni. Il nome della famiglia dovrà essere conservato intatto, trasmesso agli eredi. L’eredità che alcune volte pesa come un macigno. Per i figli di gente comune c’è forse l’illusione di un riscatto, di una ripresa. Per la gente poverissima le speranze sono ridotte al lumicino e in Brasile ci si vende un rene per sopravvivere, non per vivere. Allora della vita si accetta tutto: l’età che avanza, il dolore, la malattia, ci si abitua a tutto, persino alla morte ma alla disparità di trattamento no. Ci meravigliamo sempre quando sentiamo che un tale ha pagato fior di quattrini, una fortuna per una bottiglia di spumante pregiato e restiamo a bocca aperta quando contemporaneamente un uomo viene sorpreso a frugare nei cassonetti. Ci sono uomini a cui è consentito dal destino volare fino alle stelle, ad altri solo di volare con la fantasia per immaginare un benessere che non c’è.

 

Ester Eroli