L’importanza dei proverbi

L’importanza dei proverbiCi sono proverbi che apparentemente non sono più attuali, appaiono superati, magari sono scritti nei libri antichi, in vecchie favole che non attirano più, che non ispirano. Ci sono proverbi che non racchiudono più il segreto del buon vivere. Si possono leggere solo di sfuggita, furtivamente, per caso perché sono sinonimo di vedute ristrette. Ronzano magari nel cervello prudentemente come un ritornello, arrivano alle labbra , mentre si fa finta di niente. I proverbi sono frasi indefinite che non hanno valenza, consistenza. In passato i proverbi erano sintomi di saggezza, erano osservati, ripetuti, compresi, letti e seguiti. Ora non si può fare un discorso sui proverbi senza cadere nel ridicolo. I proverbi non sono più il condimento, il sale dei discorsi. Il proverbio che è caduto di più in disgrazia è senza meno: mogli e buoi dei paesi tuoi. Il proverbio invita a unirsi in matrimonio con gente della propria zona che possiede le stesse tradizioni. Molti in passato sceglievano ragazze innocenti e modeste del proprio paese di origine, meno maliziose di quelle cittadine. La volontà era quella di condividere la stessa cultura, gli stessi amici, le stesse tradizioni e usanze secolari. Poi è avvenuto un radicale mutamento. Si è usciti dagli schemi tradizionali. Si è guariti dalla mania di ricondurre tutto alle proprie origini. Si sono scelte ragazze di altri posti, di altre città magari scelte per la loro singolare e perfetta carica erotica. Si è seguita la passione lussuriosa dell’anima, fino a dimenticare completamente le radici. Poi prepotentemente si sono imposti nuovi stili di vita. Si è cercato quasi per reazione di scegliere fidanzati e fidanzate fuori zona, per il gusto di trasgredire. Si sono scelti mariti del nord, moglie orientali. Poi sono accaduti fatti strani. Giovani donne sono fuggite con i figli e tornare al proprio paese. Giovani uomini sono tornati ad amare la vicina di casa con cui scherzavano da piccoli. Per sfoggio di modernità molti hanno accettato persino rapporti triangolari. Si è arrivati al punto cruciale e si è capito che in fondo il proverbio aveva ragione. I matrimoni che tengono sono quelli fra chi ha condiviso lo stesso sostrato culturale, ha respirato la stessa aria, vissuto le stesse esperienze, magari paesane ma dal profumo maledettamente familiare. Bisogna mettere in conto l’eventualità di incontrare il vicino di casa, più rassicurante di uno straniero di cui ignoriamo tutto.

 

Ester Eroli

 

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