Lo scrittore Conrad

Lo scrittore Conrad nacque nella Polonia meridionale. Nel 1874 cominciò a viaggiare per mare. Dieci anni più tardi, avuta la cittadinanza inglese, trasformò il nome polacco con quello con il quale poi divenne famoso. Molte sono le sue celebri opere. Il suo stile elegante, curato nel contenuto, offre molte riflessioni al lettore.

I temi salienti della sua opera narrativa sono però racchiusi nei suoi racconti che spaziano affrontando varie tematiche anche di attualità. Molti preferiscono per conoscerlo cimentarsi nei romanzi, ma i suoi racconti sono insuperabili per stile, contenuto, concetti espressi e stati d’animo.

Nel racconto la laguna l’incontro tra un europeo civilizzato e la gente malese si svolge sullo sfondo di un oriente quasi magico e misterioso. Altri racconti sono invece ambientati in occidente ed hanno vari risalti e sfumature di colore come un quadro. Si descrive quasi sempre il disagio esistenziale dei protagonisti, vittime del progresso, dei pregiudizi, della civiltà, persino della morale, di un destino crudele e impietoso. Molti episodi sono vere e proprie storie marinaresche ambientate in alto mare, in navigazioni in  terre lontane dove l’autore si rivela esperto del mare  e profondo conoscitore delle tecniche e del linguaggio marinaresco. Molti racconti di mare si sviluppano in chiave fantastica, allusiva. Molti avvenimenti di mare raccontati  sono realmente avvenuti. Il racconto cuore di tenebra è considerato il capolavoro che eccelle su altri racconti, che riflette sensazioni e inquietudini annotate dall’autore durante un suo soggiorno in Africa. Molte sono le suggestioni esotiche orientali presenti negli scritti di Conrad. Al tempo stesso viene descritto anche il mondo occidentale, la società europea con le sue contraddizioni, manie, solitudini, repulsioni, discriminazioni, contaminazioni. L’uomo moderno, sia che viva in oriente che in occidente, sembra in questi racconti in balia di un destino avverso e nemico, cieco e  assurdo.

Conrad si rivela profondo conoscitore dell’animo umano come mostrano le sue introspezioni, digressioni sui comportamenti dell’uomo. Nella novella gli idioti si narra la storia di un uomo che lavora i campi e che vede la nascita di tre figli tutti idioti  e di questo incolpa la moglie. Spesso gli uomini di fronte al fallimento dei figli incolpano la consorte e non il fato contrario.

Nella novella il ritorno si scandaglia l’animo degli innamorati dal profondo. Un uomo sposato ricco e benestante viene lasciato dalla moglie per un altro, un uomo insignificante, non colto, non di buona società. Dopo qualche tempo la moglie pentita ritorna all’ovile. Lui non riesce a perdonarla ma sa che deve accettare per rispetto delle convenzioni sociali. Nessuno deve sapere, le apparenze devono essere per forza salvate. La buona società non accetta l’onta di un abbandono coniugale. L’uomo appare impigliato dentro il gioco delle apparenze di un mondo borghese che non ammette cadute, strappi, fallimenti, dissoluzioni. Lo scrittore scandaglia anche la società borghese in tutti i suoi aspetti.

 

Ester Eroli