Mimosa

Da sempre l’otto marzo è dedicato alla festa della donna, una data importante. Le donne hanno dimostrato di essere forti, di avere competenza in molti campi, di essere in grado di cavarsela in ogni circostanza, di saper conciliare molto bene in modo egregio lavoro e famiglia. In certi ambienti le donne si sono rivelate abili collaboratrici, sempre attive mai stanche. Molte donne manager hanno cambiato il corso di una ditta, di un’azienda. Non ci sorprende trovare tra i premi nobel molte donne di valore, ricercatrici, letterate. Le donne sanno fare tesoro delle loro esperienze. Hanno una rapida capacità di apprendimento e di concentrazione. Assorbono nozioni che sanno rielaborare. Di ogni questione sanno cogliere l’essenziale ed hanno una notevole capacità si sintesi. Le donne sono sempre indaffarate mai oziose, nervose. Sono capaci di moti di dolcezza.

Le donne si perdono solo quando cinicamente per pura cattiveria attaccano altre donne magari diverse da loro senza sensi di colpa.

Le mimose stesse simbolo di questa festa sono oggetto di scorno fra le donne. E’ capitato di vedere ragazze con la mimosa in mano che ostentavano e deridevano quelle che non la portavano. Ammiccavano in modo antipatico. Poi in certi contesti è accaduto l’esatto contrario, chi portava la mimosa era malvista, oggetto di sguardi morbosi.

Poi ci sono stati casi di donne che hanno portato la mimosa sul luogo di lavoro perché magari avevano una pianta o l’avevano ricevuta in regalo ma sono state guardate male come se volessero ostentare. alcune si sono arrabbiate, hanno risposto stizzite che anche loro potevano avere simili regali che  non erano da meno. Anche loro avevano tenute con le piante. Un atteggiamento ardito, noioso, pieno di livore. Alcune hanno addirittura detto di aver ricevuto fasci di mimosa e che non avevano bisogno di quel ramo lasciato dalla collega.

Allora molte sono state indotte a non portare più la mimosa. Tutto è stato rimandato a un festeggiamento in famiglia nel chiuso delle proprie stanze.

La festa della donna sta diventando sempre più una festa privata che emana meno fascino specie da quando viene avvelenate dalle solite e stupide rivalità femminili.

Non serve odorare le mimose, portarle al petto se non si stima e rispetta nemmeno la propria collega colpevole solo di aver portato un ramo di mimosa per rallegrare con il giallo brillante il grigio scuro di un ospedale, di un ufficio, di un luogo di lavoro.

La mimosa si dovrebbe portare nel cuore come si porta l’affetto di un figlio. Non serve festeggiare con i soliti veleni di sempre e livori. Ogni tanto si dovrebbe abbassare la guardia se si ha un po’ di buon senso.

 

Ester Eroli