Molise e Sepino: una terra da scoprire

Molise e Sepino: una terra da scoprireGli itinerari turistici sono molteplici e molte sono le proposte valide delle agenzie turistiche, ma il Molise è rimasto e rimane ancora in ombra. Sono pochi quelli che raccontano di aver trascorso le vacanze in Molise, forse solo quelli originari di questa splendida terra. In estate i paesini tornano a popolarsi di persone che vivono altrove ma che nella loro terra hanno lasciato il cuore. Le sagre, le feste paesane sono un richiamo per i suoi abitanti e per quanti, costretti a vivere lontani, tornano al proprio paese di nascita. Eppure la terra molisana affascina il visitatore per il verde delle sue colline, per la frescura, per quelle zone un po’ isolate e selvagge, per le sue bellezze. Pensiamo al sito archeologico di Sepino, un luogo magico e incantevole dove il passato rivive in tutto il suo splendore. E’ possibile, passeggiando tra le rovine, rivedere come in un sogno gli antichi Sanniti, i Romani conquistatori, gli attori del teatro che decantano i loro versi. Saepinum era una città romana di pianura che sorgeva all’incrocio di strade importanti. In realtà il luogo era stato usato in epoca sannitica come punto di scambio dei prodotti agricoli e della pastorizia, soprattutto in occasione della transumanza, ossia la migrazione stagionale delle greggi. Dopo la vittoria dei romani sui Sanniti la popolazione abbandona il sito di altura per stabilirsi soprattutto nella pianura. All’età imperiale risalgono la basilica, il foro, le terme, il teatro ecc. che si estendono su una superficie grande di circa 12 ettari. Un ampia cinta muraria circonda il sito interrotta soltanto dalle quattro porte monumentali, che sono ad un fornice, fiancheggiate da due torri circolari. Il teatro, collocato nel settore settentrionale, è l’edificio più monumentale, si conserva ancora l’orchestra e i primi due ordini di gradinate della cavea, che erano destinati al pubblico. Un altro luogo simbolo è il foro, piazza destinata prevalentemente al mercato e agli scambi, poi sede amministrativa . Colpisce la sua forma a trapezio, lastricata con basole di pietra, su di essa si trovano gli edifici pubblici come la curia ecc. La basilica invece è a pianta rettangolare, suddivisa da un peristilio di venti colonne, dove si svolgevano funzioni giudiziarie e commerciali, infine, in tarda età imperiale, religiose. Vicino alla basilica troviamo il macellum, il mercato destinato alla vendita di generi alimentari. Edifico questo a pianta trapezoidale. L’area invece adibita a necropoli era fuori della cinta muraria. Ci sono per l’esattezza due mausolei uno della famiglia Numisio Ligo e di Ennio Marso l’altro. Si possono trovare inoltre molte iscrizioni funerarie e sepolture ad inumazione con i loro corredi. Le rovine si trovano in un’area ampia immersa nel verde e colpiscono il visitatore per la loro spiccata monumentalità.

 

Ester Eroli