Il mondo a parte della tecnologia

Il mondo a parte della tecnologiaLa tecnologia ci rende onnipotenti, sicuri, precisi, basta un semplice clic e entriamo nel mondo virtuale dove siamo quello che vogliamo, dove assumiamo nomi divertenti, nickname favolosi, che mostrano a pieno il nostro vigore. Nelle chat, su facebook, magari ci chiamiamo Spartaco, Ercole, Violetta, e nel web raccontiamo il film della nostra vita, quello che ci siamo sempre fatti e che non abbiamo mai prodotto e sponsorizzato. Orgogliosi ci siamo mostrati per quello che non siamo. Abbiamo recitato la nostra parte fuori della realtà, nel web, dove gli altri tutti premurosi si fidavano di noi. Abbiamo spesso mostrato arroganza, falsa modestia, abbiamo derubato altre identità. Con pazienza ci siamo costruita una immagine perfetta, di persona vincente, abile, di successo. Naturalmente abbiamo finito per crederci. Nella realtà virtuale ci siamo distinti per abilità, per furbizia, abbiamo intessuto molteplici relazioni per noi incantevoli. Abbiamo evitato la sofferenza, il distacco, il dolore. Sul web ci siamo identificati con i vincenti, e abbiamo ucciso, soffocato la nostra vera natura, la nostra vera personalità. Timidi sul web siamo apparsi estroversi, chiusi ci siamo mostrati trasgressivi e aperti per fare colpo sugli altri che a loro volta ci hanno mentito. Nei principali social network siamo apparsi felici, si siamo scritti con parenti e amici evitando accuratamente di parlare delle nostre zone d’ombra, dei periodi bui. Ci siamo convinti che le disgrazie, il dolore, la paura, la fine di una amicizia, di un amore, sono cose che succedono agli altri ma non possono accadere a noi, almeno finchè navighiamo nei siti a cercare gli amici. Ci siamo mostrati come persone costruttive, avventurose, affascinanti, disinvolte. Ci siamo mostrati gentili con persone a cui non importava nulla di noi. Ci siamo concentrati solo sul problema di fare colpo sugli altri, le nostre fragilità le abbiamo accantonate, non abbiamo permesso agli altri di rendersi utili di attraversare la nostra anima anche solo con uno sguardo. Abbiamo dimenticato sul web come si parla con la gente. Abbiamo usato un tono disinvolto, suadente, spregiudicato, talvolta ironico. Senza nessuna cautela, senza sospetti ci siamo dimostrati spesso disponibili. Con certe persone conosciute non siamo stati intransigenti. Non abbiamo colto, osservato i particolari, gli indizi. Poi assurde complicazioni sono apparse sotto i nostri occhi, abbiamo cominciato a soffrire per una amicizia sbagliata. Abbiamo riconosciuto di aver sbagliato strada, abbiamo tremato di rabbia e paura. Con disgusto ci siamo ritirati per paura di un litigio. Non abbiamo preso il verso giusto, ci siamo dimostrati sfacciati pur essendo timidi, ci siamo mostrati ricchi pur essendo poveri. Abbiamo voluto apparire volutamente come gli eroi invincibili dei fumetti. Abbiamo creduto che solo le nostre idee fossero giuste e che gli altri fossero solo dei nostri ammiratori, pronti a seguire i nostri ordini . Non abbiamo capito che anche le persone stupide possono avere idee eccellenti, che anche noi potevamo commettere errori, suggerire comportamenti errati, che le cose che accadono agli altri possono capitare anche a noi. Così anche noi come tutti abbiamo avuto il nostro bagaglio di delusioni sul web. Stancamente abbiamo continuato a parlare in chat ma con una certa esitazione. Sul web non ci siamo resi utili, abbiamo tenuto solo sterili conversazioni ridicole. Alla fine sul tappeto abbiamo trovato solo amicizie false e nella nostra anima la polvere era ovunque.

 

Ester Eroli