Nicolosi

A Nicolosi troviamo il monastero di san Nicolò la rena che da il nome al paese. La rena si riferisce alla sabbia vulcanica del vicino Etna di colore rosso. Il monastero fu fondato nel XII secolo come ricovero di monaci e frati infermi dei vicini monasteri di san leone. Poi per volontà del nobile Federico III d’Aragona divenne un importante cernobbio punto di ritrovo di monaci e pellegrini. Nel castello fu ospitata la stessa nobile Eleonora d’Angiò che vi morì nel 1341. Fu ospite del castello anche l’artista Benedetto Fontanini che realizzò nella quiete del ricovero monastico varie composizioni artistiche. Il complesso monastico è composto da edifici di epoche diverse, alcuni ristrutturati altri andati in rovina. Le mura di difesa furono costruite per proteggersi dagli assalti dei briganti e dei barbari. Per questo motivo i monaci chiesero e ottennero il trasferimento a Catania in una struttura che porta lo stesso nome. Varie eruzioni vulcaniche distrussero alcuni arredi e mura. L’entrata del complesso è in pietra lavica. A parte il book shop i palazzi e le costruzioni sono abbastanza antiche. In passato i monaci grazie alle vigne presenti realizzavano un buon vino che mettevano nei magazzini e nelle cantine  e che vendevano. Ora al posto delle cantine troviamo un museo vulcanologico con pietre laviche e spiegazioni sui fenomeni vulcanici.

Il monastero benedettino ha avuto un periodo di declino in cui era adibito a  stalla, o a luogo di vacanze per monaci poveri e malati,  è stato ristrutturato nel 2005 ed è divenuto sede dell’ente parco dell’Etna e fa parte di un’area naturale protetta dal 1987. Al primo piano troviamo l’amministrazione dell’ente. Nel giardino ci sono le sepolture di molti frati, alcuni di origini nobili e ci sono delle cisterne d’acqua volute da alcune famiglie ricche che rifornivano tutta la zona.

L’ente parco dell’etna è nato per tutelare il patrimonio boschivo, la flora, la fauna e per difendere il territorio dal turismo di massa. Si tratta di un ente di diritto pubblico sorto sotto la vigilanza della regione Sicilia.

La zona è circondata da un ampio terreno coltivabile dove si produce olio, molte varietà di vini come il vino Nerello , di frutta come pesche, pere, susine, mandorle ecc. poi pistacchi,, fragole, mele. La zona è ricca di lecci, querce, betulle, castagni, faggi, ginestre ecc. troviamo qui anche la banca dei semi delle principali varietà di piante della zona dell’Etna. Qui si producono anche ciliegie, noci, nocciole.

Tra le specie animali troviamo faine, falchi, ricci, pipistrelli, serpenti, lupi, cinghiali, volpi, daini, istrici, martore, gufi, ghiri, donnole, lepri ecc. ci sono molte specie di uccelli come allocco, aquila reale e barbagianni.

 

Ester Eroli