Nominare

La società sta cambiando velocemente, si impongono nuovi atteggiamenti, nuove mode. Siamo davanti a un mondo aperto in continua evoluzione. Un mondo che ci offre una visione sempre meno poetica. Guardiamo con occhi rattristati la fine di certe usanze, di certi valori.

Tra gli adolescenti e giovani va sempre più di moda chiamare la propria madre non col nome di mamma ma con il suo nome di battesimo come Laura, Rosa, Linda, Giuliana ecc. le madri chiamate con il loro nome senza tanti preamboli, come la chiamano altre persone. Ci  giungono queste frasi e proviamo una fitta di dolore. Non comprendiamo la necessità. Sentiamo questi nomi e abbiamo un tuffo al cuore. La madre dovrebbe essere chiamata da tutti mamma dai più grandi ai più piccoli. La parola mamma racchiude qualcosa di angelico, di beato, di desiderato, di speciale, di sereno, di prezioso.

Ci sconvolge ancora di più quando la pronuncia di questi nomi è accompagnata da battibecchi, ripulse, frasi stizzite, arroganti, insultanti qualche volta. Molti giovani sono inclini anche a giudicare, a fare apprezzamenti sulla propria madre con disinvoltura e insensibilità. Approfittano alla grande del loro posizione di figli amati. Alcuni non sono neppure capaci di farsi perdonare. Si comportano in famiglia come estranei, sono proiettati solo verso il mondo, i viaggi, gli amici, la comitiva.

Nessuno sembra insegnare a questi giovanissimi ad apprezzare le gioie familiari, la famiglia dove vale la pena spendersi un po’. Nessuno mette i giovani in condizioni di capire, di amare, di rispettare.

Allora la madre diventa Roberta, Ilaria, ecc nominata come fosse una amica, una compagna di scuola,  una collega, una conoscente. Il nome mamma sembra inservibile.

Ci rimane solo il ricordo di un passato rispettoso e onesto.

 

Ester Eroli

 

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