“Nuvole parlanti” in libreria. La nuova tendenza dell’editoria a fumetti

"nuvole parlanti" in libreria. La nuova tendenza dell'editoria a fumettiSi chiamano romanzi grafici, o graphic novels, e da qualche tempo a questa parte si stanno costruendo uno spazio importante all’interno delle librerie nostrane, che per anni hanno riservato la maggior parte dei loro scaffali alla distribuzione e commercializzazione dei classici romanzi di narrativa e materiale cartaceo di varia natura. Prima di cercare di comprendere i motivi di questa inversione di tendenza, è necessario soffermarsi un attimo sulla definizione di romanzo grafico. Un romanzo grafico non è altro che una storia autoconclusiva a fumetti, che viene stampata con un formato molto simile a quello di un comune libro (copertina rigida, brossura, e quant’altro). Il numero di pagine può variare a seconda del tipo di prodotto e del tipo di storia, ma si tratta comunque di volumi che hanno quasi sempre una vita propria, estrapolati da qualsiasi tipo di continuity. Il fumetto cosiddetto “popolare” (Tex, Diabolik, Dylan Dog, Topolino) è e resterà  probabilmente per sempre monopolio assoluto delle edicole, mentre le numerose fumetterie presenti in Italia sono maggiormente orientate sulla vendita di materiale giapponese (manga) o americano (supereroistico) precedentemente tradotto. Quella del romanzo grafico distribuito in libreria è una vera e propria rivoluzione nel campo dell’editoria a fumetti, e i dati a disposizione fanno pensare che il futuro riserverà  a questo mercato in espansione una crescita sempre maggiore. Sono molteplici ormai le case editrici specializzate in produzione di fumetti che stanno orientando la loro linea editoriale sulle graphic novels che possono essere adatte per la distribuzione in librerie specializzate. Far assomigliare un fumetto ad un libro: è questo il tentativo della nuova produzione, e per quanto ci è dato vedere, l’esperimento sta riscontrando risultati decisamente apprezzabili. La volontà  di operare questo cambiamento si può ricercare probabilmente nell’intenzione di fornire al fumetto una dimensione che fino a qualche anno fa non era stata ricercata: quella del fumetto d’autore e della voglia di raccontare storie di contenuti morali di un certo tipo. Storie che possono far pensare, storie che parlando di vita, di morte, di sentimenti, e lo fanno utilizzando il miglior veicolo di comunicazione del nuovo millennio: le immagini. Il fumetto umoristico, quello d’avventura, o quello a stelle e striscie, vengono ora accompagnati da un fumetto più “impegnato”, in cui vengono ricercati altri concetti e un diverso modo di raccontarli. Autori come Gipi, probabilmente il più importante autore italiano di romanzi grafici, case editrici come Coconino Press, Tunuà e Double Shot, sono solo alcuni degli esempi possibili di una realtà  che non può più essere ignorata, e che finirà per imporsi prepotentemente negli anni a seguire. Dobbiamo altresì notato che l’Italia non è certamente la nazione che per prima ha rilevato la possibilità  di cercare di avvicinare il mondo del fumetto e quello del romanzo. In altre nazioni Europee, in particolar modo in Francia, i fumetti sono sempre stati culturalmente similari ai romanzi. In libreria lo spazio occupato dai romanzi grafici e romanzi di narrativa è praticamente lo stesso, al punto che i volumi cartonati francesi in cui vengono rilegate le storie a fumetti vengono da sempre definiti col termine di libri, senza che venga operata alcuna distinzione. Nella classifiche di vendita stilate settimanalmente o mensilmente dalle librerie non è raro trovare nei primi posti i romanzi grafici, che riescono sempre più spesso ad inserirsi all’interno delle novità  che vengono pubblicate e distribuite. Questo ci fa capire come agli occhi del pubblico, il romanzo grafico stia acquistando uno spessore che molti ritenevano impossibile, fino a poter essere considerato un prodotto in grado di sostituire i romanzi classici. Alla gente piace leggere graphic novels, e il crescente numero di consumatori di questo genere di articolo non può che fare ben sperare per gli anni a venire. Il romanzo grafico rappresenta il futuro dell’editoria. Che ci piaccia o no, è una realtà  con cui è assolutamente necessario fare i conti. E che vale la pena seguire e approfondire. Almeno per chi vi sta scrivendo.

 

Alessandro Ferri