Piero Ciamberlano e il romanzo “La Mangiatoia”

Piero Ciamberlano e il romanzo “La Mangiatoia”Ci sono persone che scrivono per hobby, nei ritagli di tempo, nel tempo rubato alla professione. Scrivono perché dentro è scattato qualcosa e allora scrivere diventa una esigenza come mangiare, bere, dormire. Una esigenza impellente, un imperativo categorico. Scrivere per inviare messaggi, per sfogarsi ma anche per deliziare i lettori, per divertire. Piero Ciamberlano, sarto di professione, ha scoperto a un certo punto la sua natura di poeta. Non ha scritto solo poesie, ma anche un romanzo. Chi scrive poesie spesso approda alla prosa o viceversa, perché si scrive solo a 360°, del resto l’importante è scrivere, non importa come, dove, quando. Si può scrivere di tutto. Nel romanzo di Piero, pubblicato dalla Aletti editore, dal titolo “la mangiatoia” i personaggi si muovono in un singolare microcosmo, in uno scenario quasi paesano, dove si conoscono, amano, soffrono, ridono, gioiscono, litigano. L’amore che nasce fra molti di loro è spontaneo, carnale, fresco, gioviale, naturale, dolce, tenero, leggero, soave. In alcuni casi l’amore produce forti emozioni, si traduce in un sofferto sentire. Nel romanzo ci sono anche momenti buoi come quando viene descritta la situazione scaturita dal secondo conflitto mondiale. Durante la guerra molte sono state le donne violentate, uomini uccisi per rappresaglie, soldati morti per fucilazione. Anche durante la guerra l’amore continua a dare i suoi frutti. Nel romanzo l’amore appare in tutti i suoi aspetti, in tutte le sue forme, perché l’amore è l’elemento vitale che consente la vita. Il romanzo come la poesia di Piero mette in primo piano l’amore. Dopo tante vicissitudine descritte, di vario tipo, alla fine tutto si aggiusta e nel romanzo non manca comunque il lieto fine. Il fulcro del romanzo è questa mangiatoia dove molti consumano i loro amori, più o meno importanti. L’amore è un tema ampiamente sfruttato, ma Piero lo affronta in modo unico e originale.

 

Ester Eroli