Preferire

Nel tempo di Natale tutti dicono di essere più indulgenti, più disponibili. Tutti addobbano la casa, l’ufficio, persino il cimitero con decorazioni natalizie brillanti, d’effetto, con immagini di angeli e santi. Sono immagini sublimi, esaltanti, mirabili. I deliziosi angeli dovrebbero invitare a un promettente natale fatto di amicizia, amore, solidarietà. Molti si perdono nella realizzazione del presepe e partecipano a gare di presepi per eccellere nell’arte. Cercano un riconoscimento del loro industrioso lavoro. Nei labirinti della mente il natale è anche un periodo per affermarsi, per ostentare, per umiliare, chi non ha doni preziosi, chi non va in vacanza, chi ha delle feste opache, scialbe, monotone. Sono ostentazioni condotte senza garbo. I poveri messi alla gogna da chi difende persino gli orsi polari e che quindi vive nella contraddizione più palese. Come funamboli mostrano oggetti, di cui possiedono anche i doppioni, come trasformisti fanno il loro spettacolo con giri con auto potenti per il paese di origine. Ogni volta ricominciare daccapo con i nuovi arrivati. Ci vuole coraggio  e determinazione ad umiliare a natale gli oppressi. Molti ci mettono passione a ignorare gli umili che dopo certe aggressioni volgari si guardano intorno smariti.

Ci sono quelli che finite le ostentazioni amano anche per le feste stare soli, per conto proprio. Per distrarsi viaggiano soli senza parlare con nessuno, senza soccorrere nessuno. Assistono impassibile a ogni manifestazione del natale. Non tradiscono emozioni, sono abituati ai lustrini. Dobbiamo constatare amaramente che ci sono persone che anche  a natale amano stare soli  e non soffrono la solitudine. Soli provano a divertirsi, a godersi le feste e certe volte ci riescono. Alcuni amano festeggiare solo con la propria ristretta famiglia, perché magari hanno un figlio unico. Lasciano perdere gli altri considerati guastafeste opprimenti. Non amano la presenza di estranei. Sono attaccati alle proprie tradizioni, alle proprie collezioni e non fanno avvicinare nessuno. Non amano intrusi, accompagnatori. Le loro iniziative non includono gli altri. Non sentono malinconia per i distacchi, per le perdite. Non capiscono che nella tempesta saranno soli attanagliati dal male. Precipiteranno con fragore nel baratro e nessuno fermerà la loro corsa rovinosa. Il natale per loro non è una festa accentratrice, ma disgregatrice.

Chi preferisce l’egoismo, la solitudine ha rinunciato anche a natale ad essere più buono. Eppure la strada del bene può essere percorribile da chiunque. Sant’Agostino pur essendo un grande peccatore riuscì a convertirsi e a diventare santo, lo dimostra il suo corpo intatto. Per diventare santi ci si deve impegnare non voltare le spalle. Anche se non si diventa santi si deve a ogni modo cercare di aspirare al bene. Chi si chiude non aspira al bene.

 

Ester Eroli