Privati

I genitori spesso esercitano una continua pressione   controllo sui propri figli. Il momento più delicato è quello della scelta della scuola. I genitori sono consapevoli del fatto che la formazione scolastica è necessaria e importante per la riuscita nella vita lavorativa. Al momento della scelta dei vari istituti nelle famiglie si respira sempre aria di crisi. Nelle case avvengono discussioni, scontri. Ci sono ripicche, pressioni, obiezioni. Molti genitori sono convinti che le scuole pubbliche siano nocive e che è meglio affidarsi a scuole private a pagamento, più selettive e concrete. Le scuole pubbliche appaiono fatiscenti, con poche biblioteche fornite, con arredi a buon mercato, con tutta una serie di inefficienze. Le scuole private sono linde, ordinate, perfette. In esse avvengono recite teatrali, incontri didattici. Molti genitori preferiscono le scuole a pagamento e interferiscono sulla formazione dei propri pargoli. Le scuole private appaiono come oasi felici, dove sembra che i problemi non ci sono affatto. Il richiamo degli  istituti privati famosi frequentati da personaggi illustri è notevole, è una sirena incantatrice per tutti. L’istituto privato è una certezza, una garanzia di una istruzione completa, unica. Gli istituti più in voga propongono lezioni di lingue, sport all’aperto, consultazioni di archivi e biblioteche, palestre ecc. si tratta di una educazione integra, limpida.

Anche le persone più comuni, oltre quelle benestanti si lasciano prendere dal demone del privato. Spesso sono i padri a optare per gli istituti privati mentre le madri devono adeguarsi, devono per forza pensarla come i compagni. Spesso sono le madri le più sensibili a suggerire la scuola pubblica dove i bambini entrano in contatto diretto con tutti i ceti sociali e vengono abituati alla realtà vera. In essa non ci sono privilegi, comportamenti altezzosi. Di solito chi manda i figli in scuole private è superbo e fanatico e lo considera un elemento di distinzione dagli altri. In questo modo si fanno crescere i figli in un mondo separato accrescendo il loro senso di superiorità.

In questo ambito sono avvenuti strani casi come quello di una donna in carriera conosciuta che si è sempre battuta politicamente per le uguaglianze sociali salvo poi mandare i figli in collegi esclusivi, super protetti dalla massa o come quello di una donna che aveva criticato la cognata di voler tenere i figli nella ovatta mandandoli nel privato e poi dopo solo pochi mesi lei stessa mandava i suoi nel migliore istituto dove si pagavano rette da capogiro. C’è chi fa un doppio lavoro pur di garantire ai figli una scuola privata.

La scuola non dovrebbe mai essere occasione di discriminazione sociale, invece le prime barriere nascono proprio nel suo ambito, peccato che sono destinate a rimanere nel tempo nella società. Cosi i frequentatori di normali scuole sono guardati dall’alto in basso dagli altri privilegiati.

 

Ester Eroli