Pro e contro delle liberalizzazioni

Open for BusinessIn Italia in passato per la distribuzione di energia e di gas vigeva il regime monopolistico. Poi si è passati alla privatizzazione e alla liberalizzazione totale della produzione, importazione, esportazione, acquisto e vendita di energia e gas. La scelta è stata fatta anche per uniformarsi alle direttive europee e comunitarie. Dall’1 gennaio 2003 ogni utente poteva scegliere liberamente il proprio fornitore e realizzare un contratto di fornitura. Ogni utente era quindi anche padrone di recedere dal contratto e passare a un altro fornitore. Molte sono le società che si occupano della vendita di prodotti di energia, controllate dall’autorità per l’energia. Tuttora il mercato è in espansione. Ogni giorno parte la corsa per accaparrarsi il cliente sia telefonicamente che con il porta a porta. Ogni ente si occupa di una zona. Ogni giorno ragazzi disoccupati vengono assoldati per pochi euro a fare la questua, come gli antichi monaci, per le case, per i palazzi. Ogni giorno processioni di giovani e meno bussano alle porte per convincere i clienti a scegliere un altro partener per l’energia. Nelle case non telefonano più i parenti, gli amici ma le società di fornitura che offrono offerte e sconti illimitati. Molti abboccano, salvo poi trovarsi male e tornare al vecchio fornitore. Un gioco al massacro, un continuo braccio di ferro fra le aziende per accaparrarsi l’ultimo scampolo di clienti rimasti indecisi sul mercato. Un fastidio continuo per le utenze. A tutto questo si aggiunge un perverso meccanismo di ruberie. Negli ultimi tempi molti spacciandosi per impiegati delle società in questione hanno derubato e svaligiato le case dei malcapitati che hanno aperto in fiducia convinti che fosse il proprio gestore o un altro con cui volevano andare. Sono entrati nelle case con la scusa di dover controllare i contatori, cambiare i contatori, e poi hanno fatto razzie di preziosi, di soldi, di argento. Hanno derubato anziani che vivono con la pensione minima, casalinghe hanno visto svanire il loro anello di fidanzamento e la catenina della comunione. Hanno distratto il cliente, l’hanno fatto allontanare con la scusa di un bicchiere d’acqua o di andare al bagno e l’hanno derubato. In alcuni casi hanno addormentato i clienti con uno spray. Ogni giorno famiglie fanno i conti con le ferite inferte da simili maneggi. Una donna che dopo anni di lavoro ormai in pensione, che si era comprata un anello costoso, l’unico della sua vita, ha visto perdere l’oggetto dei suoi desideri. Il fatto che queste persone rubano nelle case dei poveri, degli inermi, degli indifesi, degli anziani, dei pensionati, degli esodati. Potrebbero andare nelle case dei ricchi o nelle case di chi ha deciso, per puro capriccio o per tornaconto, questo scempio. Il mercato libero deve esistere, ma regolamentato, invece è una giungla di offerte e falsi risparmi. L’unica soluzione resta ovviamente quella di non aprire a nessuno, poi molti anziani hanno finito per non aprire nemmeno ai nipoti. Sono le conseguenze di questa nuova società dove conta solo il business e il denaro. Le persone sono solo polli da spennare.

 

Ester Eroli