Quando il teatro è arte pura

E’ sempre più raro, al giorno d’oggi, uscire da teatro ed essere soddisfatti di ciò che si è visto, quando non rimpiangere, addirittura, il denaro speso per il costo del biglietto. Scusate l’immodestia, ma penso di poter esprimere un parere qualificato, in quanto titolare di una compagnia teatrale (Monticelli 12) che da una quindicina d’anni è sulla breccia, e che in qualità di attore, regista e autore teatrale, coltiva la sua passione recandosi spesso a vedere ciò che la piazza propone, studiando e attingendo caratteri ed idee altrui allo scopo di migliorarsi, quando possibile…Ebbene, come dicevo, ciò accade sempre più di rado, a meno chè non capiti di assistere ad uno spettacolo che vede protagonista Sandra Collodel, perché allora il risultato è entusiasticamente sicuro.

Ieri sera al “ Belli”, un teatro non molto grande, ma assai elegante, accogliente e funzionale, situato in prossimità dell’arcinota piazza si Santa Maria in Trastevere, ho assistito ad un autentico ed esaltante esempio di pura arte teatrale: “ La Papessa” scritta da Claudio Pallottini e Max Giovannetti per la regia di Terry D’Alfonso ed interpretato da Sandra Collodel e Andrea Pirolli. Due soli attori dunque, ma capaci di riempire superbamente la scena senza pause e tentennamenti con un ritmo incessante che coinvolge e cattura lo spettatore per un’ora e un quarto senza tregua!

Lo svolgersi dell’azione è imperniato su una confessione, in cui Giovanna, la “ Papessa”, appunto, racconta la sua storia che, nel IX° secolo, la vede dapprima suora, poi monaco (si traveste per amore) e successivamente, da finto fra’ Giovanni, scalare velocemente tutti i gradini della gerarchia ecclesiastica fino a diventare addirittura Papa!

…Storia, realtà, leggenda, finzione…Qual è il confine? Attraverso una doppia presentazione d’immagini, teatrali e cinematografiche, si staglia l’imponente figura di una donna di forte personalità e d’intelligenza superiore che, rifiutando il ruolo inferiore assegantogli dalla vita, s’impone come unica protagonista delle sue scelte, finendo per pagare tragicamente il suo sacrilegio (verrà lapidata a morte).

Che di dire di Sandra Collodel, ogni volta che ho il piacere di vederla in azione, qualsiasi personaggio interpreti l’emozione è forte, quando non la commozione. Nel ruolo delle papessa Giovanna giganteggia ben spalleggiata da un ottimo Andrea Pirolli, per nulla in soggezione vicino alla straripante collega. All’interno dello svolgersi delle scene poi, ci sono autentiche chicche interpretative , tutte filmate, che vedono il bel Giorgio Lupano nei panni del frate di cui suor Giovanna s’innamora, Giorgio Albertazzi nelle drammatiche vesti di un vescovo soggiogato dall’amore per la futura papessa, ed infine un esilarante Gigi Proietti, in qualità di un frate eremita ciociaro che impartisce consigli di saggezza popolana.

Un mixer di trovate originali, quindi, in cui tutto funziona a meraviglia: soggetto, regia, musiche, luci, filmati e soprattuto recitazione, in un’armonia che connubia tutte le tessere di un mosaico che riesce nella difficile impresa di rendere il teatro arte pura!

 

Adriano Zara