Quando lo sport è una festa

Ieri sera, 10 dicembre 2011, si è conclusa la due-giorni calcistica organizzata dalla AFM di Rimini/Cattolica presso il Centro sportivo Settebagni di Roma, una specie di maratona calcistica dedicata alle giovani leve denominate “simpatiche canaglie”, come dal titolo del torneo stesso.

 

E’ stata un’autentica festa dello sport in generale e del calcio giovanile in particolare: ben 48 squadre provenienti da diverse regioni italiane si sono affrontate nei rispettivi gironi, divisi per l’età dei contendenti, dai sette ai dodici anni…uno spettacolo!

 

Vedere quei quattro soldi di cacio nelle loro coloratissime divise, così come i loro colleghi adolescenti, ormai ometti, battersi con tutto il necessario fervore agonistico, ma sempre nella dovuta lealtà sportiva e nel rispetto dell’avversario, riconcilia noi tutti col bistrattato mondo dello sport, specie quello professionistico, da sempre al centro di polemiche di doping e corruzione.

 

Così, girare per i campi di calcio messi a disposizione dal grande impianto sportivo Settebagni di San Basilio, dava una forte sensazione di euforia partecipativa anche per i genitori dei piccoli atleti, il cui gergo calcistico, ovviamente, la faceva da padrone, tanto che i figli non avevano più nome, bensì squadra e numero d’età: “…Mio figlio è un 2000 delle fiamme gialle…Il mio è un 2003 dello Sporting…Io ho un 2001 e un ’99 entrambi al Porta di Roma…” Questi i discorsi di uso comune tra genitori all’interno dei meandri dei vari campi di gioco.

 

Sono stati due giorni molto impegnativi, per i piccoli atleti (sei partite giocate), per i genitori (sei partite da assistere tra un gap e l’altro), per gli ottimi arbitri (tutti federali) e naturalmente per gli organizzatori, ma il risultato è stato eccellente. Un evento che ha visto la partecipazione di circa 500 atleti, cui è stato possibile fornire(a costi bassi) i relativi ottimi pasti sia a loro che ai loro accompagnatori, che ha previsto foto(bellissime) per tutti e la suggestiva festosa premiazione finale, che richiedeva quell’esperienza e professionalità che l’AFM ha dimostrato di possedere.

 

A fine premiazione sono tornati tutti a casa, chi a Napoli, chi a Rimini, chi a Pescara chi a Civita Castellana e chi nel proprio quartiere romano, contenti e soddisfatti ma soprattutto consapevoli di aver partecipato a una gran bella festa dello sport. Quello sport che per loro, fortunatamente, è ancora fonte di svago ed esercizio fisico, capace di far esaltare, esultare, gridare al goal battendo il cinque col compagno, ma anche piangere dignitosamente per una sconfitta…

 

…Loro, le simpatiche canaglie, non sono ancora soggiogate dal raggiungimento della vittoria ad ogni costo…cosa che avverrà inevitabilmente non appena accederanno alle categorie superiori, dove risultato e punteggio condiziona e condizionerà tutto e tutti.

 

 

Adriano Zara