Quando si paga

Quando si pagaGuardare film del passato è sempre divertente e piacevole. In certe scene di vecchi film in bianco e nero si vedono interi quartieri rappresentati di città italiane o straniere. Quello che ci colpisce sono i rapporti fra i membri della comunità. Tutti si conoscono e fanno a gara per aiutarsi senza interessi personali. Le donne si scambiano vestiti, oggetti per la cucina, gli uomini attrezzi e arnesi da lavoro. I bambini della vicina si vanno a prendere a scuola, si offre loro del tè con i biscotti. Sono immagini di una realtà scomparsa. Gli anziani ci parlano di antichi quartieri di Roma dove la vita individuale non esisteva, dove si poteva contare sull’appoggio di tutto un gruppo compatto. Una vita corale, semplice. Nel nostro tempo molti quartieri hanno mutato la loro fisionomia. Nella vita di quartiere prevale una scelta individuale, egoista. Ognuno vive la propria vita, ignaro dei vicini, completamente disinteressato delle vicissitudini del quartiere. A peggiorare il quadro è l’impossibilità di contare su qualcuno, l’indifferenza di chi abita nel nostro stabile e nemmeno ci saluta quando ci incontra. Nei casi estremi quando ci siamo rivolti a qualcuno per un favore, non potendo contare sulle nostre forze, abbiamo dovuto dare una ricompensa, un regalo, una mancia in soldi. Ci sono quelli che pretendono per forza una ricompensa perché per colpa nostra hanno perduto tempo e denaro. Ci sono quelli che si lamentano con noi di un’altra persona che non li ha adeguatamente remunerati. Allora se fossimo stati noi a cercare aiuto, cosa volevano in cambio?. Quando abbiamo fatto noi un favore del tutto gratuito le cose non sono andate diversamente. I vicini si sono presentati alla nostra porta con le braccia piene di doni, come se noi avessimo urgente bisogno di venire pagati. Senza certi soldi non potremo vivere. Il colmo però è stato raggiunto quando ci siamo scambiati dei doni per le feste con i vicini. I vicini sono tornati con un altro regalo per pareggiare i conti, perché il nostro magari sembrava più costoso e importante. Tutto viene quantizzato al centimetro, le ore e i minuti spesi vengono pesati. Spesso abbiamo chiamato una vicina per badare a un piccolo o a un anziano di casa nostra e questa ha preteso il pagamento persino dei minuti. Non si fanno sconti, non si accettano compromessi, non ci si viene incontro. Si paga il vicino che ci sposta la macchina dal parcheggio sotto casa nel caso della pulizia della strada, quando noi siamo dovuti andare via per un imprevisto, si paga la vicina che ci ha fornito il filo per cucire che ci era finito all’improvviso. Si paga persino l’aria che si respira. Gli stessi amici pretendono regali in cambio di piccoli favori. Anche i colleghi di lavoro si comportano alla stessa maniera. Non si può più chiedere nulla a nessuno. Si paga la benzina di chi ci ha dato un passaggio, il pranzo a chi ci ha accompagnato per una commissione. Quello che ci colpisce è la pretesa insistente, gelida. Non si sono parole di scusa, di ringraziamento di gratitudine, è tutto un dare e avere misurato al centimetro con rigoroso parametri logici. Non si sgarra, le regole sono radicate, precise. Allora paghiamo tutti per timore di essere criticati, di apparire importuni e scocciatori. S chiamiamo un amico a sistemarci una tenda sappiamo subito che dobbiamo offrirgli qualcosa e dargli del denaro. Sono pochi quelli che si accontentano di un semplice tè. Sottolineano parlando che per noi non hanno potuto fare mille cose. E noi tremiamo, impallidiamo al pensiero di essere stati sfacciati, magari rimediamo con un altro favore, che ci viene comunque pagato. Non c’è uno scambio fra pari, fra esseri umani. Non ci si guarda più negli occhi con l’innocenza di un tempo, ma con malizia, pronti a criticare l’operato degli altri. Non resta allora che fare molti soldi, per questo la gente lavora dalla mattina alla sera, per ottenere quel denaro che è la chiave che risolve tutti i problemi anche quelli più spinosi. Peccato che i soldi non risolvano i problemi dell’anima.

 

Ester Eroli