Reazioni alla crisi economica ieri e oggi

Reazioni alla crisi economica ieri e oggiLa crisi economica che ci ha investiti in pieno in questo nostro tempo forse durerà alcuni anni forse meno. La crisi non ci deve spaventare più di tanto, sono i corsi e ricorsi storici. In passato le crisi economiche si sono succedute a momenti di massima espansione in un’alternanza quasi regolare. Nel 1929 la crisi fu così acuta che molti speculatori finanziari e industriali si suicidarono per la perdita di liquidità. Le borse ebbero un drammatico e storico crollo. A risentire della crisi furono un po’ tutti i ceti e in particolare commercianti e capitalisti. Dopo un periodo di prostrazione torna quasi sempre il sereno. Non dobbiamo allarmarci, preoccuparci più di tanto e ricorrere a gesti estremi. Anche in Italia ci sono già stati dei suicidi di imprenditori impantanati dalla crisi. In realtà esiste una differenza sostanziale tra le crisi economiche depressive del passato e la nostra, differenza che rende la nostra crisi più pesante da sopportare. In questo modo la crisi diventa un insopportabile fardello, un noioso incomodo. Nel nostro tempo prevale l’individualismo sfrenato. Ognuno per sé dio per tutti sembra dire l’uomo comune, l’uomo della strada. Ognuno si adegua a uno stile di vita fortemente personale. Gli altri non contano perché non esistono, sono come sfumati sullo sfondo se non addirittura trasparenti. Allora ognuno si arrangia come può, magari derubando gli altri, facendo illeciti intrallazzi. Nessuno, per orgoglio, si sogna di chiedere aiuto, si preferisce ricorrere alla mensa della Caritas, dove l’anonimato è garantito. La famiglia stessa non rappresenta più uno scudo protettivo. Milioni di padri separati, costretti dal bisogno, fanno le file alle mense pubbliche perché non riescono ad arrivare alla fine del mese per le spese eccessive. In passato la famiglia era un baluardo potente contro le tempeste della vita, era minata anche essa, squassata magari da correnti, ma mai totalmente distrutta. Ora alcune famiglie sono allo sfascio, quelle che si formano nuove sono labili, magari durano solo pochi anni, massimo dieci, poi si sfaldano, si dissolvono. Senza famiglia, senza lavoro, senza soldi, senza amici, si conduce una vita grama, di stenti. Gli amici di baldorie nella miseria voltano le spalle. Il segreto per combattere la crisi sta proprio in quel restare uniti.

 

Ester Eroli