Recensione del libro Apologia della storia di Marc Bloch

Apologia della storia è una opera incompiuta di Marc Bloch, , storico francese figlio di uno storico dedicata al compagno di studi Febvre uscita postuma nel 1949,. Dopo la laurea in lettere e filosofia si dedicò alla storia medievale nella università di Strasburgo che lo accolse come professore. Le sue ricerche lo portarono a realizzare molte pubblicazioni di articoli, saggi, monografie,  corsi  e a fondare una rivista storiografica.

Nell’opera Apologia della storia troviamo riflessioni sulla storiografia. Per l’autore il presente vive in funzione del passato e viceversa, per questo è utile recuperare la memoria collettiva.  Il passato ha un influsso sul presente. Il fulcro del suo pensiero è la necessità per la storia di collaborare in uno scambio proficuo con le altre discipline, in un approccio interdisciplinare. Lo storico deve dialogare con la sociologia, la logica, la psicologia, l’economia, geologia, archeologia, numismatica, linguistica, antropologia., agraria, geografia astronomica  ecc  La storia e lo storico devono ricorrere al metodo comparato e allo studio comparato. Per aver tracciato questa linea molti storici successivi hanno avuto con lui un debito intellettuale.

Nel libro, diviso in cinque capitoli,  la storia appare come una scienza sociale in grado di scavare non in modo passivo  alla ricerca delle origini reali dei fatti, anche se spesso viene considerata sterile . Il metodo storico è quello di ripercorrere la storia sociale vera non falsificata dalle ideologie. La storia nello studio delle cause-effetto deve ricorrere a classificazioni temporali cronologiche divisi non solo per secoli ma per dinastie di regnanti, che appare più semplice. Per spiegare la storia  con metodo scientifico è necessario fare confronti evitando errori di valutazione. Organizzare razionalmente la materia significa studiare i fenomeni concatenati e le loro analogie, ricorrendo alla conoscenza per tracce e testimonianze volontarie e involontarie. Un vero storico deve consultare le fonti, senza lasciarsi influenzare dalle teorie, e studiare le testimonianze con metodo critico. Lo storico deve anche ricercare il perché delle false notizie, dei plagi, degli errori involontari, delle distorsioni dei ricordi, dei rimaneggiamenti, degli abbellimenti di alcuni eventi. Lo storico deve fiutare analogie, coincidenze. La ricerca deve avvenire anche tramite testimonianze orali e documenti. Lo storico deve analizzare papiri, documenti di tribunale e avere conoscenze giuridiche. Importante è anche la conoscenza di certi linguaggi di alcune terminologie. La conoscenza della branca della linguistica può essere utile.

Per quanto riguarda la valutazione dei singoli personaggi storici questi vanno giudicati nell’ambito del loro ambiente, nel modo come si sono calati nella loro società che li ha plasmati e influenzati. Ogni uomo è il frutto del suo  tempo e assorbe le tendenze della società in cui è costretto a vivere.

 

Ester Eroli

 

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