Respiro

Spesso nella vita siamo rimasti sconvolti per colpa di una ruberia, di una rapina. In alcuni casi siamo stati derubati persino in ufficio, sul posto di lavoro dove abbiamo visto sottratti oggetti, fogli, portapenne. In alcuni casi siamo stati derubati in famiglia, durante qualche cerimonia o festa rituale. Il nostro cuore fiducioso è stato spezzato. Abbiamo tremato al pensiero di riconoscere la persona che ci ha sottratto le nostre cose. Siamo impalliditi. Poi ci siamo messi in pace rifiutando di scoprire il colpevole, per non rischiare di perdere un amico. Non era necessario scatenare il finimondo.

Eppure chi conosce il funzionamento della mente umana, sia maschile che femminile, sa che è facile mettere in trappola il reale colpevole. Basta riflettere su alcuni particolari.

Di solito il ladro non arrossisce, resta impassibile, ma si sente il suo respiro leggermente alterato. La spia è proprio quel respiro, quel lieve sospiro apparentemente senza tanta importanza. Sembra un vezzo, ma denota ansia. Non è un respiro forte, è simile a un soffio, però è alterato. Quindi non serve fare indagini si scopre da solo.

Inoltre un altro indizio è che di solito il ladro vero anche di fronte all’evidenza nega sempre con forza, in modo determinato, selvaggio, invadente, ridicolo. La negazione significa sempre qualcosa, è un indizio che siamo sulla buona strada nella identificazione. Poi possiamo anche decidere di avere pietà di queste persone o evitarle per il futuro.

 

Ester Eroli