Riaprire le piaghe altrui

Tutti sono distratti da un mondo effervescente, dinamico. Tutti vogliono essere in vista. La realtà ognuno la vuole vivere come un film fantastico. Nel gioco delle parti ognuno vuole avere un ruolo da attore principale e vuole osare per toccare il successo, la felicità. Ogni giorno battaglie interminabili per far accadere solo quello che si vuole. Nessuno fa i conti con il destino imprevedibile. Si è disposti a ricominciare daccapo pur di avere una vita nuova, entusiasmante.

Nessuno comprende lo stato d’animo degli altri, nessuno si rivolge agli altri con tono gentile, quasi materno. Nessuno tira fuori dall’altro quello che c’è di buono. Nessuno tiene a freno la lingua con gli altri.

Negli ultimi tempi ci rendiamo conto che si cerca sempre di più di riaprire le piaghe altrui. Per liberarsi di una persona si mette il dito nella sua piaga più nascosta. A un bambino bocciato si ricorda il suo fallimento  a scuola, a una donna sola la sua disastrosa vita sentimentale, a una vecchia i suoi acciacchi incurabili, a un vecchio che non sa camminare bene, a un giovane la sua disoccupazione cronica. Nessuno smette con questa pratica barbara. La persona bersagliata si impaccia, scappa, fugge inorridita. Spesso ci si compiace di affondare il bisturi nella piaga. Alla madre di un ex drogato si ricordano i trascorsi del figlio con battute dette per diletto, ma simili  a quelle di una strega. Siamo indaffarati a trovare il pelo nell’uovo dell’altro dimentichi della trave nel nostro occhio.

Le piaghe vengono ingigantite, allargate, costrette a sanguinare. A un fidanzato geloso  si ricorda i precedenti ragazzi della innamorata. Sono iniziative malefiche volte ad affastellare i difetti altrui, precisi, ordinati, archiviati, ricercati . Conosciamo più noi le piaghe degli altri che i diretti interessati. Se le persone bersagliate si accigliano ci sentiamo contenti. Gli abbiamo pestato la coda per bene.

Nessuno si ricorda che  ognuno ha i suoi segreti, le sue piaghe. E’ sempre doloroso mettere in piazza le proprie piaghe e non si capisce perché lo facciamo con gli altri che sono di carne ed ossa come noi.

 

Ester Eroli