Ricercatori

Sono sempre di più i ricercatori italiani che vengono attirati all’estero dove trovano una occupazione adeguata ben remunerata. Una attività vantaggiosa, perfetta, concreta, a tempo indeterminato. I giovani italiani accettano le offerte perché garantiscono una ottima posizione. Molti vengono chiamati dai loro amici fidati che sono già all’estero e magari già fanno ricerche di laboratorio, spaziali e altro.

L’Italia non si gioca nemmeno l’ultima carta per recuperarli. Rapidamente l’Italia si è spopolata, ha perso i suoi migliori cervelli. Nessuno controlla, nessuno frena l’emorragia di competenze. L’Italia non reagisce andando sicuramente verso la rovina. Tutto questo rattrista. Come immagine pubblica l’Italia trasmette quella di una nazione debole, senza spina dorsale, che non si cura di nulla. Nella nazione restano solo persone senza scrupoli, presuntuosi che si ritengono indispensabili,  che fanno carriera con le spinte. Non ci si può opporre  a questo processo. E’ inutile sollevare obiezioni. L’Italia ha dato il permesso di espatriare accettando le conseguenze.

Quello dei ricercatori è un universo a parte. I ragazzi ci colpiscono per la loro serietà e determinazione, le ragazze per la loro grazia e semplicità. In particolare quasi tutte le ricercatrici ci appaiono semplici, come le ragazze della porta accanto, non sono sofisticate, provocanti. Ci accolgono con il loro camice, le loro camicette classiche, i loro completi pantaloni, con il loro volto acqua e sapone, senza trucco pesante. Di solito non hanno le unghie lunghe di vari colori. Di solito i ricercatori si fidanzano tra di loro, sta diventando quasi un obbligo visto che fuori vengono guardati a vista come alieni, come abitanti di un altro sconosciuto pianeta.

Sicuramente è più facile passare la vita in un bar che in un laboratorio di ricerca, e trovare una raccomandazione facile.

 

Ester Eroli