Riduzione

Esistono varie facce del Natale. C’è quello sobrio, composto, dignitoso, credibile poco vistoso di alcune città, come Roma, dove gli addobbi sono ridotti all’osso, dove sono stati aboliti molti mercatini come quello tradizionale di san Pietro, di san Giovanni, di piazza navona. Lo spirito natalizio ha fatto la sua dipartita da piazza Navona dove si dubita che sia natale. Si ama un natale controcorrente senza scintillio di luci e colori. I ribelli sono stanchi dello strazio del rito dei regali, delle donne vanitose che sfoggiano abiti costosi e snobbano le altre. Si vuole un natale più comprensivo e  umano. Si è stabilito di eliminare molte bancarelle. Tuttavia in questo modo non si  aiuta pienamente  il commercio ambulante settore già in crisi. Per molti imprenditori è una impresa ardua tirare avanti, riuscire a spuntarla.

Il messaggio è chiaro: niente bancarelle, mercatini con i dolci morbidi e teneri, solo buche per strada dove potersi rilassare. Bisogna adeguarsi. Intanto i turisti non vengono più a piazza navona a  roma neppure per un assaggio.

Se da un lato si riducono i mercati dall’altro non si riduce il consumo di alcol fra i giovani. Ci sono rivendite che agiscono sotto la luce del sole  e nessuno li ferma. A Roma è stato abolito il carnevale,  il mercato di natale ma non lo smog e l’alcol che scorre a fiumi. Molti sono gli ubriachi che investono i pedoni  e disturbano sui mezzi pubblici senza che nessuno li fermi, se ne accorga. Ogni giorno dobbiamo fare i conti con ubriachi che girano a piede libero. Si fermano solo le bancarelle che non fanno male a nessuno e sono la gioia per gli occhi di turisti e residenti.

 

Ester Eroli