Ripetizioni

A un certo punto dell’anno, con il caldo e l’afa, sentiamo il bisogno concreto di staccare la spina, di rilassarsi in un luogo tranquillo, di ammirare le sfumature rossastre di un tramonto sul mare, di incantarci davanti a un’alba rosata, di vedere la sincera tenerezza di un animale, di un bambino. Ogni volta cerchiamo mete confortevoli, piacevoli. Ci interessano spesso spiagge super attrezzate, giochi, luoghi con ogni confort. Vogliamo l’aria condizionata, l’edicola sotto l’albergo, la musica la sera, i locali a portata di mano. Studiamo a tavolino la meta e ci troviamo a scegliere mete caotiche, spiagge affollate, luoghi comuni del turismo di massa. Certi luoghi sono solo in apparenza distensivi, in realtà comprendiamo bene che sono la ripetizione del luogo e della città dove viviamo. Con compostezza ci aggiriamo sempre in corsi affollati, in boutique piene di ragazzi, in bar rumorosi. Si ripetono le stesse scene, si sentono le stesse frasi, si ripetono le stesse sciocchezze della città. Noi ascoltiamo con gravità le chiacchiere delle signore e cerchiamo di comprendere il loro linguaggio che abbiamo già sentito. Nello Stabilimento balneare che abbiamo scelto le persone, le donne sfoggiano posizione, stile di vita e noi ci adeguiamo a quella situazione delicata senza battere ciglio. Ascoltiamo pazientemente le donne che mettono in rilievo la loro bellezza, ricchezza. Tutto si ripete secondo copione, come se sentissimo la mancanza di certe condizioni. Non ci rilassiamo completamente perché le donne specialmente ci trattano male, ostentano risolute come accadeva in città, in ufficio, nel palazzo.  A un certo punto della vacanza, dopo giorni di sopportazione, sentiamo montare una rabbia silenziosa, una eccitazione maligna. Proviamo timore reverente verso le donne bellissime e sensuali, sentiamo quasi un odio feroce per le donne pettegole e intriganti che ci stressano con il loro  cicaleccio. Non ricambiamo le frasi, le ostentazioni, sprofondiamo nella inedia privi di energia.

Siamo stanchi di ripetizioni, di riprodurre in vacanza lo stesso ambiente in cui viviamo tutto l’anno. con colleghi palloni gonfiati e colleghe smorfiose che ritroviamo in albergo, in spiaggia, al lago. A un certo punto ci rendiamo conto che dobbiamo scegliere mete  e luoghi isolati, dove non c’è folla, luoghi sperduti che non hanno molti confort ma sono liberi da persone moleste. In fondo abbiamo bisogno di una tregua, di un attimo di riposo, non importa se non abbiamo internet gratis o l’aria condizionata. l’importante è che riusciamo a rilassarci completamente e a dimenticare lo stress.

 

Ester Eroli

 

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