Rivoluzioni scolastiche innovative

Rivoluzioni scolastiche innovativeMolti insegnanti si sono mostrati favorevoli a uno svecchiamento della scuola. Sono stati adottati molti metodi tutti ritenuti efficaci, appunto perché rivoluzionari e moderni. Alcuni si sono costruiti metodi su misura per le proprie esigenze e per quelle della classe. Si sono cominciate a perdere ore per guardare la tv, leggere il giornale, occasioni per oziare e per chiacchierare a ruota libera. Si sono organizzati gruppi di studio nelle case degli allievi e degli insegnanti.

Sono state organizzate interrogazioni collettive, indipendenti. Sono state organizzate mega riunioni con la collaborazione persino dei genitori. Sono stati aboliti i voti, la rigidità, le punizioni. Sono state fatte letture pubbliche dove però la maggior parte dei ragazzi non era attenta. Il colmo è stato raggiunto quando si sono organizzati i compiti in classe di gruppo dove i più bravi perdevano terreno, si abituavano all’ozio e i più scarsi copiavano alla grande.

Altri insegnanti hanno invece preso l’abitudine di far ripetere più volte l’interrogazione o il compito in classe a chi aveva preso voti bassi per aiutarli. Mentre i più bravi prendevano magari un voto buono al primo compito altri raggiungevano la sufficienza dopo molte prove. Alla fine lo scarto fra le due categorie di alunni si riduceva a poco, o era nulla. Magari i più bravi avevano lo stesso voto di quelli più scarsi per ironia della sorte. In fondo non valeva la pena studiare se si raggiungevano gli stessi risultati di chi passava il tempo giocando. Ci sono stati poi gli insegnanti, specie di scuola elementare, che hanno favorito la massima libertà. In altre parole i ragazzi potevano vagare liberamente per la classe, sedere sui banchi, esprimersi senza problemi. Il problema è stato a casa dove i bambini hanno continuato lo stesso atteggiamento. Anche gli insegnanti più brillanti si sono lasciati andare a qualche sperimentazione che però a finito per disorientare i ragazzi.

Molti insegnanti sono apparsi antipatici, più che innovatori. In alcuni casi è subentrato il disamore verso le materie di studio. Molti hanno abbandonato la scuola. Con il passar degli anni si è ricercata la trazione. I metodi tradizionali sono sempre i migliori, perché sono stati collaudati, sperimentati da un notevole numero di persone. Le rivoluzioni devono avvenire nel solco della tradizione.