SAGGEZZA

La parola saggezza viene dal greco antico dalla radice del verbo salvare. Il saggio è sempre colui che mostra un comportamento corretto, equilibrato, avveduto, assennato, oculato, moderato, ponderato, dettato dal buonsenso. Il saggio coniuga ragione, onestà e esperienza. Quella del saggio è una interpretazione della vita che è in grado di intravedere il futuro. Il saggio prima di agire indaga sempre sulle conseguenze del suo operato, dei suoi atti ed in grado di predire il futuro e di prevenire con sapienza e accortezza. Il saggio non è superbo, ma mite e umile consapevole dei limiti umani. Il saggio mira al bene come fine, al bene pubblico anche a scapito dei propri interessi personali. Il saggio è in grado di anticipare gli eventi  anche avvalendosi della sua intuizione e delle esperienze del passato. Il saggio è tollerante, virtuoso. Di solito  ha la capacità di collegare fatti e eventi. Il Saggio ha una coscienza anche sociale. Del concetto di saggezza si sono occupati filosofi e studiosi come Eraclito, Diogene, Seneca,  Voltaire, Cartesio, Kant e religioni come il buddismo e l’induismo dove la saggezza è una pratica non un ideale astratto. La saggezza è una espressione di coscienza. Di solito i più saggi sono gli anziani per via della loro esperienza e pratica di vita ma nella nostra società non sono apprezzati, non hanno il consenso dei giovani. Gli anziani sono per giovani una massa indistinta di stolti, un peso sociale da sopportare. Gli anziani in certi contesti destano malumore. Nelle case di riposo molti anziani sono maltrattati  e devono patire insulti e minacce. Molti infermieri negli ospedali trovano giusto e soddisfacente maledire gli anziani  e maltrattarli con parole turpi. Molti agiscono contro gli anziani indisturbati. Per certi anziani malati la vita diventa impossibile, dolorosa. Tutta la società, la pubblicità bandisce l’anziano. La moda, l’arte, i costumi sono tutti per i giovani. Gli anziani insegnano che la beatitudine si raggiunge anche attraverso la sofferenza ma i giovani vogliono solo divertimento sfrenato e non sentono ragioni, la saggezza non è di conforto è un ospite scomodo da mettere ai ferri. La saggezza è semplicità di vita che non può essere accolta, è gentilezza che non può essere coltivata a lungo.

Per molti filosofi del passato il contrario di saggezza è la follia. Molti sono al giorno di oggi i comportamenti folli dei giovani. Una follia accecante, distruttiva, si uccide per caso e poi si va al mare con la sensazione di essere padroni dell’universo. La gente assiste impotente. Ci vorrebbe una purificazione, una conversione non tanto una punizione.

Nelle scuole ci vorrebbe una educazione alla sapienza, una formazione adeguata,.

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