Santa Barbara

Santa BarbaraFiglia di un alto funzionario pagano di Nicomedia, dove nacque nell’anno 273, fu vittima di suo stesso padre. Questi per prima cosa la fece rinchiudere, secondo la tradizione, in una torre per tenere lontano i corteggiatori che aveva numerosi. Sulla sua vita tuttavia si conoscono pochi particolari, il più è avvolto nella leggenda. La madre divenuta cristiana in segreto la iniziò alla fede cattolica. Lei si convertì  e ricevette il battesimo insieme alla sua amica Giuliana che subì lo stesso martirio nella stessa città di Nicomedia nel 306. Il padre allora furioso per la sua conversione e la sua fuga la fece catturare denunciandola alle autorità militari romane che gli ordinarono di essere lui l’esecutore materiale del martirio. Il martirio prevedeva la condanna a morte dopo molti supplizi atroci. La santa all’inizio superò indenne crudeli tormenti tanto da farla apparire subito una santa dotata di particolari poteri. Fu flagellata, ma per un miracolo le frecce acuminate divennero penne di pavone e spesso è raffigurata con queste nei ritratti e nei quadri, poi avvolta nel fuoco, pungolata, le furono asportate le mammelle. Fu poi alla fine decapitata dal padre il quattro dicembre del 306, data in cui viene ricordata la leggenda vuole che il padre fu incenerito da un fragoroso fulmine come punizione divina. Il corpo fu portato prima a Rieti, in una cappella nella cattedrale e poi a Burano a Venezia. E’ la protettrice dei minatori, una statua di lei si trova spesso nelle miniere, della marina, dei vigili del fuoco, di coloro che muoiono di morte violenta, degli architetti, dei geologhi . E’ riconosciuta martire anche dagli ortodossi. Molti comuni italiani la venerano come patrona. Il suo culto ha raggiunto l’America dove è molto apprezzata e persino l’Asia. E’ raffigurata quasi sempre con la palma e il calice con l’ostia.

 

Ester Eroli