Scuse

In tempi di pandemia viviamo come reclusi, come sotto una campana di vetro ma non ci sfuggono i mutamenti, gli atteggiamenti che registriamo come osservatori attenti. Ci impegniamo ad essere acuti analisti di una nuova realtà che scrutiamo con impegno. Ragioniamo con calma neutrali ma nel subbuglio non ci sfuggono alcune faccende.

Le donne in generale anche durante la pandemia non si sono comportate egregiamente. Alcune hanno continuato ad atteggiarsi come niente fosse, come se la gente fosse concentrata solo a vedere i loro lussi, come se non ci fossero altri pensieri per la testa che non fossero diretti verso scarpe e abiti, alcune infermiere hanno continuato a mostrare anelli ecc e a maltrattare degli anziani come se il loro fosse un potere assoluto, e gli anziani hanno preferito obbedire. Alcuni infermieri hanno agito di malavoglia. Alcune donne pur mostrandosi cordiali, gentili hanno continuato a scrutarci anche se in emergenza abbiamo dimenticato di truccarci perbene. Molte hanno continuato a mostrarsi superiori e a assecondare il loro carattere superbo. Alcune nel panico stesso hanno continuano a mostrarsi sospettose e pettegole e non hanno mai pensato di rimediare agli errori. Mentre la nostra mente era attanagliata da mille preoccupazioni loro lucidamente, amiche, zie, parenti donne hanno continuato a lanciare strali al veleno contro di noi come niente fosse come se fossero giorni normali, anzi con una dose eccessiva di rabbia  e veleno. Senza fondamento si sono mostrate adirate in collera per banali motivi. Molte esageratamente sicure della loro importanza hanno protestato, indagato, si sono mostrate nervose. L’impulso era quello di prenderle a sberle

Per certe donne il coronavirus è stata l’occasione, la scusa per maltrattare ancora di più le altre donne. Durante le file davanti ai negozi si sono rivelate impertinenti e maldestre.

Certe donne per fortuna non tutte, non riescono a capire che nel male bisogna universi non dividersi.

 

Ester Eroli