Sonnambuli

sonnambuli

Il film della nostra vita ormai non è più poetico. Gli amori sono sempre più complicati come le relazioni personali. La gente è divenuta volubile e sofisticata. I giovani sono sempre più impazienti e intrattabili. Le autorità non fanno che sottolineare il loro ruolo, sicuri di sé, i poveri sono sempre più presi di mira. Le derisioni sono all’ordine del giorno, poi ci sono i ricatti informatici e il bullismo su internet che non lascia in pace nessuno. La gente sugli autobus passa il tempo a chattare con gente sconosciuta, in teoria pure pericolosa, e non saluta i conoscenti che incontra distratta. Forse sono proprio i conoscenti quelli che potrebbero aiutare più di altri, ma vengono ignorati, a loro si chiude la porta in faccia senza complimenti. Per orgoglio ognuno pensa di poter fare da solo e semmai conta solo sulla rete dove si annidano insidie di ogni tipo. Si guarda con nostalgia ai tempi in cui si poteva fare amicizia su un mezzo pubblico. Tutti sono indifferenti, prevenuti. L’unica difesa contro i mali del mondo appare internet, pieno invece di tentacoli rapaci.

In verità mimiamo come sonnambuli esistenze normali. Intanto con gli altri non ci sono rapporti, complicità. Manca la volontà di instaurare rapporti duraturi.

Il colmo lo si raggiunge quando per carnevale si lanciano coriandoli contro gente sconosciuta per divertimento, contro bambini che si ribellano. I coriandoli degli estranei non si accettano. Per chiusura si accettano solo quelli di amici e parenti. Agli estranei si deve dare una lezione, poi si accettano gli sconosciuti sul web quelli che non si possono guardare negli occhi e che sovente rubano le identità e si spacciano per quelli che non sono. Ognuno fa la propria parte per allontanare gli altri. Mamme apprensive respingono estranei, ragazze che lanciano coriandoli nella folla, ma la gente si guarda in faccia e si dovrebbe imparare come distinguere la brava gente dai farabutti.

Intanto nessuno muta atteggiamento. Maschere di lusso sfilano distinte e rifiutano i coriandoli di povere vecchie stanche. Mostrano disappunto accettando solo quelli degli amici. Forse anche i coriandoli come i saluti, ormai non si saluta più nemmeno il vicino di casa, sono radioattivi, contaminano. Senza ritegno si chiude la porta in faccia  a tutti.

Il ritmo che ha preso la vita è veloce e non c’è tempo per inebriarsi nei piacere dell’amicizia, della gente conosciuta in strada per caso . Meglio conoscersi su internet, chiusi in casa, seduti per ore senza goder del sole.  Si passano ore a chattare con gente mai vista, ore fissati su uno schermo che rovina pure la vista oltre che il cuore.

Ci vorrebbe un risveglio annunciato da mille coriandoli lasciati cadere da mani amiche delicatamente.

 

Ester Eroli