Terapie

Negli ultimi tempi sono aumentati i casi di persone affette da alcolismo e da altre dipendenze. Sempre più adolescenti si avvicinano all’alcol con tutte le conseguenze del caso. Il numero degli adolescenti dipendenti da alcol ha sorpassato quello degli adulti. Ci sono poi molti soggetti affetti da varie e rare sindromi che necessitano di essere seguiti, di avere una cura. Ci sono delle patologie particolari che sono nocive per il soggetto ma rovinano anche la vita altrui.

Molti legati al problema della dipendenza vogliono seriamente cambiare vita, uscire, incapaci di sopportare a lungo la situazione. Ci sono dipendenze, malattie che tolgono la voglia di vivere. Ci sono quelli che soffrono di claustrofobia, di aerofagia ecc. Molti disturbi patologici sono difficili da arginare.

Molti sentono il bisogno di seguire una terapia di gruppo, di fare una esperienza diversa dal trattamento farmacologico. Alcuni cercano gruppi composti solo da coetanei, altri gruppi compositi formati da gente di diversa età ed estrazione sociale.

Molti hanno bisogno del supporto, del conforto di un gruppo, per un confronto, per sentirsi come gli altri, per parlare, per respirare una boccata di aria fresca, per rilassarsi, per trovare una via d’uscita, per ascoltare notizie, suggerimenti, per dimenticare gli orrori della solitudine e del vuoto.

Dopo un periodo iniziale tranquillo apparentemente molti sperimentano all’interno del gruppo terapeutico sulla pelle una serie di disfunzioni e problemi.

La gente che frequenta il gruppo si rivela come quella lasciata fuori. Cominciano le invidie, le gelosie persino per un vestito nuovo, le ripicche, le bugie, i contrasti, le antipatie per partito preso, gli scontri, le rabbie, le violenze psicologiche.

Molti sono arrivati ad abbandonare il gruppo per mancanza di fiducia. Anzi le loro condizioni, dopo alcuni stress, si sono ulteriormente aggravate. Ci sono stati anche casi di botte, urla, grida. Molti sono usciti malconci, più stanchi e malati di prima, visibilmente scossi.

Molti nel gruppo non hanno legato, sono rimasti rigidi nella loro posizione con una punta di superiorità.

La terapia di gruppo che sembrava una vera illuminazione si trasforma in una trappola infernale. Tutto questo perché c’è gente che continua ad essere maligna e perfida pure nella malattia e nel dolore. Il dolore invece dovrebbe mettere tutti sullo stesso piano, ribaltare le posizioni di forza, le condizioni sociali.

Bisognerebbe aderire a questi gruppi con uno spirito più puro e innocente, in fondo siamo tutti sulla stessa barca.

 

Ester Eroli